Pubblicata il 29/12/2017
nero il respiro-
del tuo muscolo
guizzante e tremante
frenando la caduta
sorprendi zoccoli nella sabbia
duri come pietre
a fermare la corsa del mondo
cantando ai veli delle stelle
mille note
e non sono le tue piu belle
solo sogni inermi
respirano all'alito breve
nel ghigno della vendetta
prosperando inumana lealtà
nel sublimare egoismo
trasudante da unghie di sogni
gettando oltre arcobaleni d'ipocrisie
realtà d'insofferenza...
annusando fiori di Cerbero
esorcizzi vite insulse
dedicando ultimi respiri
nella finta generosità
di chi mente alla mente
confondendo
nel tempo l'eternità
di chi non vive nemmeno la morte!
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Complessi questi versi tuoi, in cui risalta l'uso di verbi, il gerundio e l'infinito, l'uno che declina solo il passato ed il presente, e l'altro che lo segue, sancendoli, i fiori di Cerbero poi indicano Caina come scenario di questo respiro continuo....

il 30/12/2017 alle 06:09

...Cara Floriana, non mi sono sbagliato leggendoti quando sei comparsa nel Sito...mi hai donato emozioni e continui a donarmele...qui, poi, mi hai fatto entrare nella bolla musicale di quel Grande che cantava i versi di un altro poeta...questi: “ Respirando/la polvere dell’ auto che ti porta via,/mi domando/perché più ti allontani e più ti sento mia./Respirando/il primo dei ricordi che veloce appare/sto fumando/mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore. Un abbraccio, rom.

il 06/01/2018 alle 18:09