Pubblicata il 23/12/2017
ora
con fiato di corno sussurrio in crescendo
brivido verticale tra le piume del tuo collo
vellutato di fogliame e spume marine

per remiganti di versi asimmetrici
si disancora la fune della gravità
spaiato con leggerezza l'abaco minuto
veleggiando in tiepide coltri di cotone
verso il cardinale dove ci attira il fremito

come cibo nella gola cognizioni stagionali
per salsedini e cruciverba di contrade
con battito di remo sulle furie d'Ulisse
sparigliando i diagrammi di Percy l'aviatore
errante per obblighi di rancori rappresi
con remiganti come fessure da tarlo
per itinerari incisi nel sangue
sì, tenero collo stiamo irridendo la gravità

così
di magnete in magnete archi tesi
con vapori d'ossa scarni di tenerezza
con cimiteri di sfinimenti e precarietà
non detti dall'alfabeto dello scriba
in formazione convenuta procediamo
verso il giaciglio tiepido oltre la curvatura

13 marzo 2009 – 02 febbraio 2010

modifiche 23 dicembre 2017
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sapore di poesie antiche di un italiano antico, ma siete bravo

il 05/01/2018 alle 23:50

« Spazio: l'ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, per arrivare arditamente là dove nessun uomo è mai giunto prima. »

il 06/01/2018 alle 17:50