Pubblicata il 22/12/2017
La notte è triste, passa assai lenta
ma del mestiere non posso far senza,
carni velate nella penombra
solo oscurate da un filo di nebbia,
la pelle gelata, senza passione
non ha trasporto ma mera illusione.

Non è piacere, non è ardore
ma solo momenti estranei al cuore,
il corpo che danza senza sognare
la replica triste di questo mio altare,
lo sporco ricatto di cui sono attrice
e solo per fame di chi son nutrice.

Ma il tempo passa senza obbedienza
non ha rispetto ma solo insolenza,
con la freschezza di cui ero vanto
lasciare il campo ad un triste incanto,
che non scoraggia di certo il volere
di chi non ha occhi e non vuole vedere.

Mi chiedon clemenza, mi chiedon amore
non hanno sospetti di un corpo che muore,
e se per caso non ho soddisfatto
il cupo destino che non è un antefatto,
la vera illusione all'indomani
è non aver nulla fra le dita e le mani.

Ma state certi che questo mio andare
non è di certo da onorare,
ma una gioia l'ho ricevuta
ho generato da sola una vita,
questo mio vanto deve essere fiero
io l'ho cresciuto da uomo vero.
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Il massimo dei meriti per la tua orgogliosa poesia. Il titolo mi ricorda qualcuna che bazzica qui sotto mentite spoglie, senza però essere così degna d'onore. Onore al tuo ingegno poetico. Auguri.

il 24/12/2017 alle 15:14

wow, emozione tantissima in questa poesia, bravo bravo davvero ,hai messo a luce la vita di queste povere donne

il 30/01/2018 alle 13:10

rosaa, troppo gentile.

il 30/01/2018 alle 14:17

A NOME DI COLORO CHE ( SENZA FALSA IPOCRISIA) GRAZIE ... PER COME QUESTO ANTICO MESTIERE HAI QUASI ONORATO GABRIELA

il 24/03/2018 alle 11:25