Pubblicata il 18/12/2017
- Ampliate la vista, almeno vegliate,
mentre avanzate nello schermo grande
e lungo l'alzaia seguite il fiume
scoprendo così la culla di Mosè;
e pedalando accanto ai canneti
fate scorrere un'infanzia ordinaria.
- La rotta è spettanza d'un regista,
a voi il pallore dello schermo bianco.

- Mentre si dipana un mambo italiano
l'ombra cinese di stimati attori
vi slancerà in orazioni laiche.
- E privati e taciturni raffronti
con persone di vostra conoscenza,
inibendo in tempo l'incredulità.
- Con lieve compromissione muterete
il precetto di un assaggio nell'Eden.

- Fuori campo una voce sentenziosa
sussurrerà che l'intesa tra i ruoli
può olezzare di whisky scadente.
- Non capirete il gioco di macchina
sull'andare goffo di un professore,
un piano sequenza del non trovarsi.
- E' probabile il sentirsi elevati
nella catarsi per l'azzardo di un altro.

- In un campo lungo e in dissolvenza,
fuoricampo la vocina saccente
vi proporrà di aspettare la lista
dei nomi negletti dei lavoranti,
lo smarrirsi del sonoro nel muto,
forse qualche Peter Pan fuggitivo.
- Il termine 'fine' vi ha congedato.
- Eppure, sopra il posteggio reale
indugia un profilo. E' un'allegoria?

16 gennaio 2016 - 13 febbraio 2016
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ho letto attentamente i tuoi versi, una sensazione speculare di due...tre mondi diversi, allacciati sapientemente da pause scivolose...mi è piaciuta molto!

il 23/12/2017 alle 18:54

Ma che bella! Piena di fascino e immagini.

il 26/03/2018 alle 16:35

Magistrale componimento neo surrealista con impronte felliniane.

il 26/03/2018 alle 22:23