Pubblicata il 11/12/2017
Ogni sacrosanto granello
di pura arenaria assopita
lungo il litorale millenario
trasudava calore dai suoi
atomici alveoli e poco distante
le granite nel carrettino bollivano
come variopinte tisane
mi versai altri 15 uomini
nella cassa del morto
mentre le grandi pale esauste
sezionavano cubetti di rum
direttamente dalle Antille al consumatore
più consumato di uno strofinaccio appeso
ai soppalchi delle renne che veicolavano
baluginanti devote fittizie strenne
nel deserto il sole affogò
in una mota di neve modellata
dalle fantastiche fantasie infanti
in piccoli eserciti di pupazzi
marcianti carote in resta
sui parapetti e sui scendiletti
e come di consueto da tradizione
verso l'ora nonna vennero scoperchiati
dolci imbrogli in abbondanza
immersi in catini di spumante al tritolo
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Azzeccato il titolo,dopo ti sei perso.Peccato

il 11/12/2017 alle 21:43

sono in totale disaccordo. trattasi di poesia astratta, come molte delle mie.

il 12/12/2017 alle 10:27

Allora scusami!Mi rileggerò con attenzione questa tua ultima fatica.

il 12/12/2017 alle 21:41

E' stata una felicissima scoperta per me che vado navigando alla ricerca di voci. Mi sono trovato in un mare spumeggiante che ha sconquassato la mia seriosa imbarcazione ben calafata di pensieri nobili. La leggerezza non è superficialità e tante tue annotazioni lo svelano. Gioisco quasi orgasmino quando stappo liriche spumeggianti con decine di retrogusti e richiami di richiami, anche se montati lì per lì,il che vuol significare fecondità. A rileggerti più che volentieri. Vi sono altri come te qui dentro questo calderone che riscaldano le menti abbassate sulle parole ricercate, condensate, oscure come antri vuoti. Siete la gioia. Ma anche il pensiero.

il 14/12/2017 alle 17:35

troppo buono! grazie mille!

il 14/12/2017 alle 18:42