Vento d'Autunno

Vento d'Autunno
4,4/5 meriti (5 voti), lettura, 5 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Venerdì, 1 di Dicembre del 2017

la ruta però ha uno strano odore...la poesia invece è molto bella

il 01/12/2017 alle 19:42

Nel '600 era considerato un balsamo e, con la fantasia di oggi, perché no, anche un collirio. "bagnerò e tue labbra con aceto", mi è saltata una elle. Comunque grazie per l'apprezzamento.

il 01/12/2017 alle 20:15

Hai uno stile particolare.Questo mi piace molto...

il 02/12/2017 alle 14:59

E' uno stile poco usato qui, fatto salvo qualche altro autore, che coniuga un linguaggio usuale, un registro per lo più medio, colloquiale a luminosità, oscurità, nefandezze riferite senza ricorrere ad intricati linguaggi che svelano unicamente la mancanza o la scarsità di nozione delle cose, fatte salve quelle strettamente individuali. E' dimostrato con questo che si può presentare una composizione su fatti minuti o massimi (questa è solamente una questione di prospettiva) senza ricorrere a metafore in quanto la metafora è intrinseca al segno (nel senso semantico e semiotico) messo sulla carta sotto forma di grafia. Paratassi e ipotassi sono usati con capacità cambiando semplicemente il registro. E, in conclusione, tutto ciò porta all'emozione che la parola intende produrre. Vi potranno essere altri cultori del linguaggio condotto alla raffinazione estrema ma Ancientdreams (e mi dispiace non pronunciare il suo vero nome) sembra non necessitare di questo. Con assoluta convinzione.

il 02/12/2017 alle 21:19

Grazie per la recensione. Sono giunto alla conclusione, forse estrema, che la grafia è importante quasi come il contenuto. Ad esempio ci sono dei concetti racchiusi negli ideogrammi che risultano difficilmente descrivibili alfabeticamente. Rincorro uno stile evocativo, forse difficilmente comprensibile per molti, e tematiche inusuali. Con sorpresa trovo un "competente valutatore"..

il 03/12/2017 alle 09:50
Nell'attesa che uno smaliziato Creatore
possa riscrivere un libro della Vita
eretto sui pilastri di una fisica dell'immortalità
e conceda, nella prossima rigenerazione,
la Grazia di un Credo laico universale,
alla quarta ora di notte sul primo sonno
non addolorarti se questo vento
non è buono per raccoglier le castagne
e l'agnol nigro trangugierà
la tua minestra di pan grattato.

In quei giorni di tramontana
bagnerò e tue labbra con aceto bianco
e con foglie di ruta asciugherò il tuo pianto
sino a che resterai disperso
nel cestino di questo Tempo.

Se stringerai i denti diran che ridi
ma loro, comunque,
continueranno a seguire
l'Agnello ovunque vada,
sono vergini.
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