Tanto tutti debbono morire!

Tanto tutti debbono morire!
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Pubblicata da PoeticHouse Lunedì, 27 di Novembre del 2017

ogni tanto una risata genuina ti aiuta ad andare avanti.....l'ho letta e fatta leggere ai miei che si sono divertiti anche loro.....Bravo Gabriela

il 27/11/2017 alle 20:58

... ma che amaro questo sorriso che ci stappi, Decio !

il 28/11/2017 alle 05:59

L'ironia è spesso il sale della vita sia a fin di bene o a far del male, anche se il male non viene da sè perché provocato o voluto. Spesso i personaggi reali diventano di fantasia o restano tali per la miseria delle proprie azioni, quasi a ricevere la giusta ricompensa per le loro male azioni. Una ricompensa migliore per me è sapere che ha recato divertimento a chi l'ha letta. Grazie molte, onorato della tua attenzione.

il 28/11/2017 alle 17:45

Caro Sergio, la bontà è insita nelle mie azioni e tale emerge nel raccontare con bonari dettagli il baratro in cui cade la povera donnetta che non può meritare nulla. Ti proporrei una grassa risata di commiserazione. Il fine giustifica i mezzi.

il 28/11/2017 alle 17:50

Piacevole, scorrevole, simpaticissima, encomiabile.

il 15/12/2017 alle 14:48
se sentiva col cuore galoppante, le mancava il respiro, pensava che fosse l'ora... Se ricordò che non aveva cambiato le mutande dopo che la notte l'aveva passata a c.... diarrea sul cesso, ma ora non aveva le forze e cercò aiuto con una vocina flebile flebile. Giunse don Amilcare Brancacci, er parroco del quartiere, che era lì di passaggio a benedire le case. Lei strillò con la poca forza che le era rimasta nella strozza e la mano di Dio bussò a quella porticella sgangherata. Sentendola lamentare, don Amilcare entrò e storse il naso per la puzza de c*** che faceva. Lei lo implorò di avvicinarsi che voleva confessare li peccata sua e riavvicinarsi a Dio e alla Chiesa. Il parroco se sedette sul bordo di una seggiola consunta e si fecero tutte e due er segno della croce. Lei gli disse che era pentita e voleva elencare le sue malefatte. Rubava alli clienti quanno c'aveva er banchetto della frutta( marcia) a Trastevere, malediva i regazzini che la provocavano sconciamente, riceveva l'ommini a casa sua per mantenersi... sparlava della brava gente,diffondeva falsità sul conto dei vicini e de li conoscenti. Gli confessò poi che c'aveva due figli, un maschio e una femmina che aveva mantenuto in un collegio all'insaputa dell'omo suo, che omo in verità non era e se faceva chiamare Nannella. E rubava pure le elemosine in chiesa pur di pagare la retta. Don Amilcare avrebbe voluto darle un colpo de crocifisso sul cranio spelacchiato, ma alzò gli occhi al soffitto e vide con raccapriccio che pendevano da una gruccia le mutande c***te della vecchia moribonda. Continuò la sua trista tiritera, dicendogli che il maschio era,così tanto per dire... perito informatico e la femmina Annarella s'arrabbattava partecipando ai concorsi di bellezza, ma siccome era strabica assai un pochetto, la scartavano con un"... avanti N'artra". Er maschietto Giaometto era tontarello de mamma, ma era riuscito a lavorare coi computer, pulendo le tastiere. Poi tossì e sputò sangue, ma non ebbe la benedizione de ricevere l'assoluzione delli peccata sua. Il parroco se ne uscì che gli mancava l'aria e chiese alla sora Elena de accudirla. Quella sputò per terra e disse in malo modo che per lei poteva schiattare. La gramigna non more mai e fu così che la moribonda se sarvò, ma per poco che sarebbe morta dopo per una scivolata su una cacca de cane. Tanto tutti debbono morire!
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