Pubblicata il 24/11/2017
Sta mattina sono in vena di stupidaggini
vorrei picchiare qualcuno
ma anche abbracciati.
sta mattina ho aperto un libro
scoprendo un mucchio di cose
nessuna mi è piaciuta
il sommergibile disperso
la ragazza uccisa
quel pessimo scrittore
il rutenio tra le nuvole.
devo mangiare qualcosa e starmene alla finestra
guradare le auto, i gabbiani, le foglie cadere
la vicina con la busta della spesa mentre urla
qualcosa a suo figlio.
mi accorgo che anche stando alla finestra
non mi trovo a mio agio
troppe cose sgradevoli.
accendo la radio
misteriose canzoni d’amore girano per casa
poi arrivano notizie tragiche
da uno strano paese di cui ignoro l’esistenza.
sta mattina non c’è nulla che vada bene
si mette anche a piovere
lo fa talmente forte che quest’acqua sbatte sui vetri
potrebbe uscirmi una poesia
ma è un'altra la cosa che vorrei
sempre la stessa
abbracciarti ancora
e ancora.
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Il ritrarsi nel privato è una reazione più che giustificata davanti a questo avvilente panorama di relazioni interpersonali, di relazioni nazionali ed internazionali. Di avvilenti strutture intellettuali, di panorami bellissimi destinati a scomparire per il rutenio e altro (non so neppure cosa sia il rutenio ma calza alla perfezione). Il taglio basso della costruzione, al contrario di quanto potrebbe apparire, fa volare questa poesia che tu volevi scrivere stamattina. Mancando l'accento ancora può essere ancòra o àncora…se voluto, il 'titolo' si integra molto bene con il resto. A rileggerti molto volentieri.

il 27/11/2017 alle 19:27

Direi che hai colto il senso di quanto espresso e ti ringrazio. alla prossima

il 03/12/2017 alle 15:43