Pubblicata il 06/11/2017
Stasera, cara Maestra sei tornata,
come non facevi più da tempo,
È stata un’imboscata e in un momento,
la tua nube mi ha avviluppato.
mi sono arreso al pianto e t’ho abbracciata.
t’ho riconosciuta più dal tuo sapore,
che non sentivo da molto nel palato
che non dal volto sì dolce di allora,
ma ora più giovane del mio che é invecchiato.
sono il padre che non hai mai avuto.
tu grande quercia, sei la mia bambina,
quella ragazza che non ho mai incontrato,
madre, maestra e ventre che mi ha dato
il filo e l’ago con cui imbastisco i giorni,
aspettando questi momenti in cui ritorni.
avrai pazienza di aspettare ancora
finché mi toccherà cavalcare il vento
chissà se mi terrai per mano allora
quando verrò a riportarti il filo
e l’ago che mi hai dato un giorno…
madre e maestra mia ogni momento.
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