La comparsa che ambiva a diventare eroe

La comparsa che ambiva a diventare eroe
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Pubblicata da PoeticHouse Sabato, 4 di Novembre del 2017

Felice di fare le tua conoscenza virtuale, navigando, navigando dall'agosto di quest'anno. Si fanno un sacco di incontri. E incontrando questo scritto mi sono chiesto: a ventiquattro anni o poco più (o sbaglio?) si può lasciare la scena? A sessantaquattro anni io sono ancora disposto a calcare il palco con molte meno chances di te. Avendo combattuto parecchio, te lo garantisco. Conosco eroi quotidiani, storpi, col fisico fiaccato, poveri veramente, non apprezzati, non amati; nessuno ambisce ad esser l'Eroe, ne farebbe volentieri a meno. Siamo tutti sul palcoscenico. Spero che la tua sia solamente una rappresentazione. Dimmi che è così.

il 04/11/2017 alle 19:11

Diciamo che questo scritto era per alludere al fatto che spesso si ama una persona con tutto il cuore, ci si preoccupa per lei, si rischierebbe la stessa vita per lei, ma purtroppo a volte sembra non essere sufficiente, perchè o non se ne rende conto o la cosa gli è indifferente e qui entra in gioco l'allusione all'eroe e alla comparsa. Nelle favole tutti amano l'eroe, perchè è colui che superando con successo le imprese che gli vengono affidate, salva la principessa, la sposa e vivono felici e contenti, a teatro l'eroe è il protagonista, quello che alla fin fine vince sempre e ottiene quello che vuole, mentre le comparse seppur mosse da nobili sentimenti non saranno mai illuminate dai riflettori e rimangono ignorate, dimenticate o rimpiazzate. Nessuno conoscerà mai il loro valore o ciò che celano nel cuore. Nel mondo reale mi piacerebbe essere io l'eroe, quello che non si può sostituire poichè unico e amato da tutti, ma se il copione che mi è stato assegnato non prevede questo ruolo, ma una vita solitaria mai illuminata dinnanzi agli occhi di chi si ama, forse dovrei solo accettare la mia parte e trovare la pace in me stesso. Potrei continuare a far del bene, ad amare con tutto me stesso e accontentarmi senza ricevere nulla, ma temo di non essere così nobile d’animo.

il 05/11/2017 alle 10:47

Mi permetto di fare due considerazioni e un rimando poi non ti disturberò più: in primis tu sei una Persona e la dignità che ti intesse solamente tu la puoi disfare; gli possono solamente scalfirla anche con le offese più violente. In secondo luogo noi siamo dotati di resilienza, come le erbe, che è uno dei componenti della nostra adattabilità. E' quella che ci fa andare oltre. In terso luogo Brad Meltzer (scrittore e fumettista americano che a me piace molto) ha detto: Siamo tutti ordinari. Siamo tutti noiosi. Siamo tutti spettacolari. Siamo tutti timidi. Siamo tutti in grassetto. Siamo tutti eroi. Siamo tutti impotenti. Dipende solo dal giorno. Buffissimo e verissimo. Perdona la supponenza. Un saluto

il 10/11/2017 alle 18:17
E’ ormai giunto il momento che io mi faccia da parte
e lasci il posto ai veri attori
con l’augurio che sappiate recitare la vostra parte
meglio di quanto abbia fatto io
con maestria ed eleganza,
ma senza brama di protagonismo.

nella mia vita ho amato follemente
col cuor colmo di passione e sentimento,
ma la voce dell’amore che urlava nel mio cuore
desiderosa di essere accolta, non fu mai percepita.
i riflettori non puntarono mai su di me
e rimasi nell’oscuro anonimato.

il mio errore è stato
l’ aver ardito a diventar io l’eroe.
la speranza, il desiderio, l’amore,
le potenti passioni che guidano l’animo dell’uomo
non bastano a mutare questo copione in cui tutto è già scritto
e trasformarci da semplici comparse a protagonisti vincenti e amati.

lo spettacolo termina qui, signore e signori,
col cuore ferito dal rimorso e dal fallimento
m’inchino dinnanzi a voi
con la certezza di aver vissuto e non recitato
e vi auguro di trovar per prima cosa l’amore in voi stessi.
toglietevi la maschera, guardatevi nell’anima
e vivete il ruolo che meglio vi compete
qui si chiude il sipario, qui termina lo spettacolo
della comparsa che ambiva a diventare eroe.
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