Pubblicata il 28/10/2017
A trecento leghe
l'acqua alfin si quieta
e ti culla solamente
lo struscìo delle sirene
mentre scivoli lentamente
tra segmenti di placenta
che si sfaldano mollemente
dentro nuvole di bambagia.
poi, alla fine del tempo,
anche noi approderemo
su quella spiaggia incontaminata
mai lambita dal dolore.

(per i marinai del sommergibile flutto, inabissatosi al largo di Catania nel Luglio del 1943)
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bella e vera, poi riscriverò mia poesia sui ragazzi di zinco, tutti feriti o morti nell'assurda guerra in bielorussia ..... ciao

il 29/10/2017 alle 07:52
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Notevole.molto.

il 29/10/2017 alle 13:38