la diottria sulla distanza

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la diottria sulla distanza
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Pubblicata da PoeticHouse Giovedì, 26 di Ottobre del 2017

A proposito di intimo...qui specie nella chiusa svisceri un malessere che arriva...arriva eccome.... eh si sempre più convinta il nostro modo di percepire le cose abbia punti in comune.... ;)

il 26/10/2017 alle 17:53
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Eh e lo dicevo io :)

il 26/10/2017 alle 19:18

commovente e perfetta!

il 26/10/2017 alle 22:17
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grazie mille ale!

il 26/10/2017 alle 22:20

Sulla falsariga delle due recenti composizioni, anche quest’ultima poesia introduce allo stato di afflizione che sembra sempre più impadronirsi dell’animo della poetessa. Già al momento del risveglio, questa condizione si esprime in forme perentorie attraverso il folgorante accostamento morte-tappeto. Diversamente, tuttavia, dalle precedenti rappresentazioni, si intravedono questa volta barlumi, seppur lievi, di auspicata “guarigione”. Non solo, infatti, alle “lacrime” che colmano l’animo dell’autrice si affianca la dolcezza dello “zucchero”, ma gli stessi contorni del malessere e del disagio sono adornati da allegorici colori che “disegnano caramelle”, quasi come se la poetessa fosse ben cosciente che dietro l’ombra c’è sempre la luce, che le ultime ore della notte sono anche le prime del nuovo giorno, e che più un albero si estende verso il sole più profonde sono le sue radici nella terra… Magnifica…

il 26/10/2017 alle 22:20
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grazie fabri, l' altalena torna indietro e poi sale su... bellissima lettura, grazie grazie! un bacione

il 26/10/2017 alle 22:23
PH

Sublime...

il 26/10/2017 alle 22:57
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Grazie carissimo..

il 26/10/2017 alle 23:03

Questa volta sono io che confermo in pieno le osservazioni del Far...ovviamente ritengo di precisare che la morte di cui parla la Poetessa è una allegoria per intendere, appunto, la morte della Speranza...infatti quasi come se fosse in trance, ella cerca, ed io aggiungo, quasi disperatamente, di allietare ed allontanare quel tragico confine disegnando caramelle sui bordi di quel fantomatico tappeto...sommessamente mi viene in mente da un’epoca lontana la voce magica e trascendentale di Mina, la Grande, che sussurra sul volto del Lupo: “...caramelle non ne voglio più...” ma qui andiamo oltre la Conoscenza delle umane cose...la Poetessa infine riconducendoci alla nostra condizione di esseri mortali ci annuncia che lo stomaco è colmo di zucchero, auspicio notevolmente positivo ma subito dopo un’ombra di tristezza torna a velare i nostri pensieri...veramente metafisico il titolo che ci porta a pensare che la distanza che ci separa dalla Conoscenza può essere colmata con un aggiustamento diottrico, in questo caso non soltanto fantastico ma evidentemente con un buon paio di lenti...

il 27/10/2017 alle 14:20
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mi piace perché hai costruito un mondo intero attorno alle mie parole... grazie rom! baci

il 27/10/2017 alle 15:05

molto bella, vorrei poter dire di più, cara

il 31/10/2017 alle 16:55
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Ti ringrazio molto anny!

il 31/10/2017 alle 21:01
stamattina la morte
è il mio tappeto.
le dita come pastelli
disegnano caramelle
lungo i bordi.

lo stomaco è una vasca
colma di zucchero
e lacrime.
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