Lullaby in winter

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Lullaby in winter
5,0/5 meriti (8 voti), lettura, 19 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Martedì, 24 di Ottobre del 2017

Meravigliosa...senza parole ... Seii Luce per questa sito :)

il 24/10/2017 alle 17:15

Perdona errori da cellulare ops :))

il 24/10/2017 alle 17:33
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troppo gentile saby eheh grazie!!

il 24/10/2017 alle 18:04

delicatissima! :-)

il 24/10/2017 alle 18:07
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un complimento mica da poco ale :)

il 24/10/2017 alle 18:08

Continua la profonda discesa della Poetessa nei meandri oscuri della Conoscenza...Il Pianeta sul quale una stragrande maggioranza di esseri “tecnicamente” umani si muove ormai senza costrutto pare arrendersi all’ evidenza del destino...anche il seme non si oppone più e si lascia morire...seguono poi evidenti metafore sia sulla vita naturale sia sulla vita dell’ uomo...tragica e devastante è l’ affermazione che ormai la bocca è diventata la tomba di un bacio...il balbettio di un verso che stenta ad aprirsi verso una libera espressione...e che dire del pennello che allegoricamente diventa cieco perché la mano dell’ artista non riesce più a trasportare sulla tela le emozioni dell’ anima...ormai l’ anima è fredda come l’ inverno che s’apparta sconfitto al riparo d’una caverna...fermiamoci e sediamoci...dal pozzo profondo di una coscienza irretita sembra giungere una delicata armonia di una ninna nanna d’ inverno…; un plauso alla Poetessa.

il 24/10/2017 alle 21:09
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bellissima analisi, come sempre. grazie rom, un bacione

il 24/10/2017 alle 21:12

Una ninnananna proprio invernale. Si sprofonda come l'orso con parole mozze in un balbettio imponderabile di cose incompiute sempre più sprofondando…sprofondando…

il 24/10/2017 alle 21:24
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grazie per la lettura mariano.. :) ciao!

il 24/10/2017 alle 21:26

come nella precedente composizione, l’animo malinconico e afflitto della poetessa pervade interamente questa incantevole composizione che sembra non lasciare margini ad aneliti di riscatto, redenzione o compensazioni spirituali di sorta. nei versi iniziali, questa condizione di disagio si manifesta nelle raffigurazioni naturiste che si estrinsecano nell’aridità del seme, della terra infeconda e del ritrarsi stesso delle acque del fiume. successivamente, quindi, gli acco-stamenti rappresentativi si alternano nella drammatica sequenza simbolico-allegorica dei silenzi delle labbra, dei versi solo accennati e della inespressività di un dipinto senza colori… strepitosa l’immagine dell’ “inverno al riparo di caverne” che “s’infratta in un callo di neve”, che sembra esprimere ancora una volta tutte le pene, le sofferenze e i tormenti dell’anima dell’autrice… eccellente…

il 25/10/2017 alle 00:33
PH

Una meraviglia senza eguali...

il 25/10/2017 alle 00:34

I belive that : " Any one can promise you a spring.."

il 25/10/2017 alle 06:47
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ci sono molte influenze in questa poesia, devo ammettere che dopo averla scritta un senso di agitazione mi ha invaso letteralmente. ci sono storie di poeti e di tragico amore, ma fusi nel pianto naturale delle stagioni. ti ringrazio fabri perché la tua lettura è davvero bella, attenta, e leggi sempre benissimo tra le righe. un bacione

il 25/10/2017 alle 15:42
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sempre gentilissimo ph, grazie

il 25/10/2017 alle 15:42
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eh sì, sergio... ahimè

il 25/10/2017 alle 15:43

Meravigliosa, ciao Reb

il 26/10/2017 alle 23:47
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grazie rick, baci

il 27/10/2017 alle 09:27

La sublime efficacia della sintesi, l'intensa brevità dell'esistenza, c'è il Tutto!

il 29/10/2017 alle 10:34
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... grazie ancient!

il 29/10/2017 alle 12:50
brucerà un seme senza opporsi
alla siccità di questa pelle,
infeconda terra.

si rimboccano i fumi sull’acqua,
l’inverno al riparo di caverne
s’infratta in un callo di neve.
e la mia bocca è la tomba di un bacio,
lo spunto di un verso,
la cecità di un pennello.
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