Ora che ho perso la vista ci vedo di più

Ora che ho perso la vista ci vedo di più
4,6/5 meriti (8 voti), lettura, 18 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Mercoledì, 4 di Ottobre del 2017
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Ah eccola... Bellissima, intima. Apri la porta delle tue caverne.. E il titolo un omaggio che non posso non apprezzare. Bravo rick, ti abbraccio

il 04/10/2017 alle 17:45

...Caro Virgin, mentre leggevo dal "baratro dei miei silenzi" nel senso proprio di miei, mi è venuta in mente la Caverna Platonica , così, non so nemmen io perché...poi quando ho letto Rebellina mi son detto che non sono stato il solo a pensare alla Caverna...allora Ric ascolta il saggio consiglio di Rebellina...anch'io ti abbraccio e ad astra per aspera !!!!

il 04/10/2017 alle 18:01

splendida, in particolare mi colpiscono le ultime due strofe per il vigore convolgente!

il 04/10/2017 alle 18:16

Fiori del male irrorati,colpisce subito l'apertura...e poi...tutto il resto...le ultime tue mi sembrano ancora più intime...bella... :)

il 04/10/2017 alle 20:18

Magnifica dall'incipit alla chiusa... Sempre notevole, congratulazioni...

il 04/10/2017 alle 22:14

Versi questi, Virgin, assai meditati ed elaborati, mi piacerebbe leggere la stesura primigenia, perchè sono convinto che sarebbe assai spietata, verso te stesso ma sarebbe una i debita ingerenza. Come tu usi fare, ti servi della parola come bisturi per scavare a fondo nella tua anima, giunto nel profondo della dissezione ti accorgi che non c'e' via di salvezza e che il tuo trascorso è il irrimediabilmente perso, ma getta le sue ombre su questo presente così acido e corrosivo, tanto da renderti consapevole di un futuro che tratteggi come sia un delirio estatico quanto crudele, ed effimero. E' questo che secondo me , molto pertinentemente, richiama a Rom la parafrasi della Caverna di Platone. Accidenti, forse mi sono lasciato andare ad una interpretazione troppo personalistica, ma accade, Riccardo perchè tu porgi con i tuoi versi uno sguardo così profondo di te, tale da portare il lettore nelle circonvoluzioni intime del tuo pensiero, facendone percepire le stille che la ricerca sortisce.

il 05/10/2017 alle 06:35

Non saprei dire quale delle due versioni preferisco. Di certo, quest'ultima, nella sua veste più leggera, non perde in intensità e nel "lavoro" di scavo interiore che sempre coinvolge chi ti legge. Ottima. Ciao Riccardo

il 05/10/2017 alle 08:37

Il titolo è un omaggio a chi conosciamo bene musicalmente e sì, come affermi tu apro le porte delle mia caverna dopo un periodo di lunga insonnia prolungata nel tempo. Un saluto Reb, ciao !

il 05/10/2017 alle 11:49

Scrivendo queste righe caro Romeo non avevo in mente il mito della caverna platonica, forse il mito di Sisifo per altre strane congetture. Ma la tua interpretazione e il tuo paragone sono molto pertinenti con la sola differenza che lì i prigioneri nella caverna vi sono stati incatenati fin dalla nascita, io intorno ai 15 anni. E ho usato la metafora della notte insonne che può durare anche per decenni o illimitatamente nel tempo, per affermare che si può perdere la vista venendo accecati dalla luce ma allo stesso tempo si possono capire molte altre cose. Pur continuando a commettere gli stessi sbagli aggiungo. Fino alle stelle, ciao Romeo e grazie tante per il tuo intervento

il 05/10/2017 alle 11:58

Grazie Axel, averti coinvolto con i miei versacci è un vero piacere per me. Un salutone

il 05/10/2017 alle 11:59

Lieto che tu l'abbia apprezzata Fabrizio, grazie tante !

il 05/10/2017 alle 12:00

Bene Sergio, le tue interpretazioni sono sempre ineccepibili e stimolanti, ben vengano. In privato poi abbiamo messo anche i puntini sulle i con la stesura originale. Un caro saluto a te

il 05/10/2017 alle 12:03

Grazie Anna, ho preferito eliminare la prima persona per indossare appunto una veste più "leggera" come giustamente hai notato tu. Un salutone !

il 05/10/2017 alle 12:06

Chiedo venia, ho colpevolmente dimenticato di risponderti Sabry. Sì, è vero, le mie rare ed ultime sono ancora più intimistiche del solito e quei fiori del male (in origine altrui) irrorati vogliono dire tante cose, lieto che ti abbiano colpito. Un caro saluto a te, ciao Sabry

il 05/10/2017 alle 12:29

... è proprio così! Oltre alla vista affina l'udito... rimani in silenzio e vedrai!!! - Hai mangiato un vocabolario? - CIAO

il 06/10/2017 alle 14:11

Come sempre l'anima e il cuore si leggono nelle tue parole,un saluto

il 09/10/2017 alle 11:06

Ciao Gabry, proverò ad affinare anche l'udito e a seguire il tuo consiglio. Ah, no, non ho mangiato nessun vocabolario almeno per ora ! Grazie per il commento, ciao

il 09/10/2017 alle 17:02

Grazie Signor G, un salutone, ciao !

il 09/10/2017 alle 17:03
Fiori del male
irrorati in gran segreto
ed insensatezze assolte
in baratri di silenzio

Torme d'illusioni
elusive nel buio
tra gemiti d'insonnia
e distopiche ansietà

Sciarade risolte
in carestia di quiete
e bagliori redivivi
nei caos ordinati

Futili riscosse
tra cori infantili
con voci colme
d'immenso stupore

Estreme dissonanze
d'infernale torpore
negli intrecci d'alba
oscurano i miei girasoli

Ricordi sgorgano
nel cuore rondine
e nel cervello deposito
di felicità decrepite

L'infinito ha inizio
in osmotico delirio
ma le vaneggianti estasi
sono crudelmente effimere
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