Either Beppe Mazzini, Or Frustate Sul Cul0

Either Beppe Mazzini, Or Frustate Sul Cul0
4,0/5 meriti (3 voti), lettura, 12 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Domenica, 24 di Settembre del 2017

Swinburne... pardon

il 24/09/2017 alle 16:12

...Non mi sono mai piaciute le collaborazioni... lo iato della quiete mi ha commosso...mi piacerebbe sapere chi sia quel talentuoso/a...quel soffio di mare tra le dita me lo porterò sempre appresso perché è come una carezza...di Anna dei Celi ?...

il 24/09/2017 alle 16:20
373

impossibile non amarci, io dico solo questo

il 24/09/2017 alle 17:07

Rom come fai a non amare le collaborazioni? Eh sì Reb si può solo amarvi...e basta :)

il 24/09/2017 alle 17:39

Ciao Rom... mi spiace per le tue non collaborazioni (non sai cosa ti perdiiiii). Quanto alla carezza, resta un segreto ;)

il 24/09/2017 alle 18:34

Proprio così Reb... ah, l'amour...

il 24/09/2017 alle 18:36

Ciao Sabyr. Grazie delle parole

il 24/09/2017 alle 18:37

Stupenda, 4 tra i più grandi...

il 24/09/2017 alle 22:06
PH

Superbo intreccio, bravissimi...

il 24/09/2017 alle 22:22

...Cara Anna dei Celi un uccellino mi ha detto di chi è quel soffio di mare...e quindi mi prendo la carezza...all' infinito...; baci, rom.

il 26/09/2017 alle 17:10

Chi ha scritto cosa? Non importa. Che attinenza tra Mazzini e il culO? Che legame tra l'enunciato e il contesto, questo anche in senso etimologico? Come nasce la collaborazione? Ma cosa importa davanti a così tante illuminazioni? Rien d'autre à dire Mariano

il 29/09/2017 alle 23:02

Grazie ancora della lettura e dei commenti. Un caro saluto

il 05/10/2017 alle 08:42
"perché anche il più disperso dei fiumi
portano i venti sicuro verso il mare"
(Algernon Swirburne)

nonostante il cibo sia appena masticato
ho un dente ingombrato di scarti.
lo stecco di legno sulla porta
mi ricorda che tra un'ora al telegiornale
moriranno altre cinque persone per ordinarie mutazioni.

sento prima il vento sul collo
poi mi ricordo che è una voce automatica
registrata in una casa
che è stata abbattuta domani.
lo sento fangoso quel vento
come avesse durato fatica a levarsi
tintinna il mio piatto peraltro vuoto
esso è uno spiffero di consonanti.

È un silenzio carezzato dallo iato della quiete
e dall'atarassia della notte
non sono un navigante tra le onde liriche
ma solo un guardiano di futili memorie
che attraversa il lato rinnegato della strada.

sotto braccio ad un sentimento clochard
che sorregge la reticenza del dolore
altaleno nel nulla
sotto una veste d'ombra,
ali alle mani
i pensieri come aeroplani.

poco dopo
È il latrare del giorno
alle luci spente sul lungomare
- in tasca
qualche spicciolo di cielo,
tra le dita
un soffio di mare.

reb + San Drone + Virgin Prune + Anna Caelorum
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