Pubblicata il 18/09/2017
La città si sveglia sotto un lenzuolo grigio,
prende lunghi respiri d’asma e fumo,
e tossisce catarro umano.
per le strade scorre il sangue arcobaleno
fatto di automobili e biciclette, tram sudici e vecchi,
dei taxi verde fosforescente e qualche camion della spazzatura.
uno stormo di piccioni picchietta l’asfalto
mentre rumoreggiano i tacchi delle signore, ben vestite,
e il sole non riesce a salire la china del letto;
ubriaco più del solito si gira nelle coperte del cielo.
trema la terra al passaggio del treno;
ecco lacrime di solitudine sulle panchine
e puzza di sudore, acre e nauseabondo,
tra la gente che attende di salire.
meglio andare che rimanere
anche se poi tocca tornare.
È quel che vogliamo sia.
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