Pubblicata il 12/09/2017
Tra labbra rosse e dita tremanti
leggermente bagnate dal succo
acidulo
s’apre l’albicocca.

soffice e vellutata,
profumata di sapone e carne,
morsa da bocche dorate
dentro se nasconde
la vita.

la pioggia di sudore si posa lenta sulla faccia
e scivola via,
tra il tepore e il pulsare di sangue caldo,
sulle ginocchia
assaporo il salato gusto della pelle
ingoiando con gusto
la prima metà dell’albicocca
appena aperta.
nell’attesa della primavera
che faccia crescere il frumento
lecco il gelato caldo della vita.

timido il tempo accarezza il petto
e lascia su di me i piccoli segni di gesso
a ricordo del suo passaggio.

mangio la mia albicocca, ogni giorno,
mai stanco;
con due dita soltanto la apro
e sono felice.
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