Pubblicata il 16/01/2003



Ha visto il tempo
lento passare
il ruvido scoglio
a cui oggi ho appoggiato
la mia schiena

e guardo il mare
confuso di nuvole oscure
poi un colpo di vento
mi porta dei profumi
sanno di aromi, di sapori
e di mai troppo lontane illusioni

gracida il volatile
planando come piuma
dal bianco candore
come anima
che mai vide dolore
e che dal cielo più
non si vuol staccare

e guardo il mare
ed onde irrequiete già s'accostano
sfiorando timorose i piedi miei
schizzi sulla roccia ora rimbalzano
come in un canto
dagl'infiniti misteri

un raggio di luce mi sovrasta
da un varco aperto su nuvole
e mille riflessi gai s'accendono
là, dove un mondo d'acqua sembrava
fosse donato alle ombre più cupe

e guardo il mare.
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Ho sempre amato starmene a guardare il mare d'inverno, rabbioso e violento, con i fantastici colori di un cielo saturo di nuvole ma che lascia filtrare un solo piccolo raggio di sole.
Bella Luigi, ho avuto la sensazione di essere anch'io lì con te su quello scoglio.
Gaetano

il 16/01/2003 alle 07:43

Ciao Luigi
Non trovo parole per commentare questa tua
"STUPENDA" lirica .
Sei unico......Un caro abbraccio ....GABRIELA.

il 16/01/2003 alle 09:29

Bellissima Luigi! Intensa e fragile, introspettiva e passionale, in questo fascino ammaliante che è capace di suscitare l'osservazione invernale del mare. Un caro abbraccio amico!
Max

il 16/01/2003 alle 10:04

lo sciacquio delle onde
lo stridio del gabbiano
sapor di sole e sonno
che ti prende piano piano


ero li' con te..mi hai vista??

LL

il 16/01/2003 alle 15:24