Tempo che c'è

Tempo che c'è
3,0/5 meriti (3 voti), lettura, 8 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Giovedì, 20 di Luglio del 2017

Molto bella, complimenti

il 20/07/2017 alle 08:23
373

la tua poesia mi ricorda che non vedo l'ora di arrivare a essere una vecchietta (io sarò una di quelle odiose zitelle piene di peli e di gatti). contrariamente alla maggior parte della gente, vorrei velocizzarlo più che posso e non tornare indietro. ottima poesia, ma ottimo tu. che come sempre lasci molto, a chi ti legge. baci

il 20/07/2017 alle 13:38

Una poesia volutamente scritta in entuasiastico crescendo! L'intensità giunge al cumine e s'inchina al tempo stesso! Molto bene, Sergio! Bravo!

il 21/07/2017 alle 15:56

Grazie Francesco per il commento.

il 22/07/2017 alle 05:55

373, è' un apprezzamento assai gradito, il tuo, anche se evinco dai peli di gatto che già reclami che questo adesso, ti sta proprio stretto, ma d'altronde i versi che scaturisci lo esprimono appieno. Sei tu che leggi che trai molto..

il 22/07/2017 alle 05:59

Sir, grazie per avere individuato il crescendo nella intenzione e per il gradito apprezzamento.

il 22/07/2017 alle 06:00

"Ed ora io domando tempo al tempo ed egli mi risponde ... Non ne ho". Molto bella Sergio, buon sabato

il 22/07/2017 alle 08:54

Virgin, citi il Banco e questo mi a piacere, "Cambia i volti non cambia niente lo sperma vecchio dei padri ho urlato forte la mia rabbia ma agonizzo anch'io anch'io " In quella Danza Macabra Di Giacomo trae le fila del concept album Darwin, e ci mette al cospetto di una evoluzione a cui abbiamo sacrificato ogni cosa per farci schiacciare da croci e da fantocci ballonzolanti...Il mio di tempo, è assai meno lirico, alla ricerca melanconica di un passato che duri...Grazie per il tuo commento Riccardo!

il 22/07/2017 alle 14:04
Tempo che è

possiamo misurarlo, scandirlo,
chiederne oppure concederlo
ma non possiamo impedire che passi
e quando lo fa, è finito,
è andato a noi non restano che cocci.
quello nostro pare
che stia lasciando il passo ad un altro
di cose attuali,
intense, ineludibili, urgenti
i nostri quadranti
che scandivano i nostri attimi
ora sono immobili,
ad attendere che sia lui, a passargli sopra
a farlo diventare di nuovo quello loro,
quello nostro,
come un sordo famiglio male in arnese
che si ostina a sistemare ed a coprire
mobilio e stucchi, quadri e ottoni
con veli di polverosa malinconia
covando tra le rughe la perduta illusione
che verrà un passato che duri
e la vetusta pendola, riprenda a scandire l'ora
del tempo che è.

( ad una amica )
  • Attualmente 3/5 meriti.
3,0/5 meriti (3 voti)