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Pubblicata il 16/06/2017
Morbosamente s’inerpica,
si stringe al suo palazzo,
quel ficus sale, sale.

i rami possenti,
le foglie verdi, lucide
abbracciano già il terzo piano.

quel ficus sale, sale
nel caos quotidiano
e sembra voler scappare
dallo stress palermitano,
volare lontano…lontano.

…Affondare lassù fra morbide zolle
le mie radici,
lasciar cadere lo sguardo giù
per le dorate pendici,
quell’albero
pare voler lasciare l’umana confusione
…potesse parlare,
far capire
che soffocare
è il suo patire.

vederlo volare con le sue ali di toga
fra le strade del cielo
che esploderebbero,
brillerebbero di gioia
al suo passaggio
e vederlo posare col suo palazzo
così com’è
sul nuovo, bel paesaggio.

solo a guardarlo quel ficus
riempie di rabbia, angoscia,
dolce commozione…
già, vederlo volare…e posare
sulla stella…di Giovanni Falcone.
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Poesia vera

il 16/06/2017 alle 23:05