Prede

Prede
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Pubblicata da PoeticHouse Mercoledì, 3 di Maggio del 2017
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comincio col soffermarmi sulla chiusa di questa poesia, mi dà l'idea che tu ce l'abbia con te stesso. né pendolo, né piuma. vedo questo pendolo che per inerzia, pesantemente muove i secondi. e non solo li muove, ma li forma in qualche modo. il tempo esiste nelle lancette che si muovono, nel nostro scandirlo. la piuma contrapposta, nella sua leggerezza e nel suo trasporto naturale. torno su, l'orto incolto è quasi una bestemmia naturale, perché lasciare all'abbandono la terra fertile non ha senso, non cogliere un frutto che si presenta e su cui magari avevi speso energie. (ma questa è solo l'opinione comune, naturalmente) "fare della pelle l'ascolto inanimato". ma che bellezze scrivi... la pelle che non mente mai, il senso di un intuito inesprimibile ma che esiste, la sensazione più spontanea. vuoi affidarti alle tue sensazioni più che ai fatti. alle sensazioni, a te stesso, anche dovendo scartare una tavola già imbandita, le situazioni comode. e qui il cerchio si chiude. basta, ascolta solo il tuo istinto, che con la tua esperienza e con il tuo bagaglio emotivo ti salverà sempre. non ascoltare né il tempo, né ciò che all'apparenza sembra facile, leggero, immediato. come una piuma. sei molto ferreo con te stesso, ma devi esserlo per forza. tu scegli strade che gli altri evitano.

il 09/10/2017 alle 14:00
Orti incolti
reparto meridiano
le tavole in caduta
non una richiesta
ognuno la sua mensa
perplessità di lune
l’insegna oltre l’ostaggio
e scuotere il digiuno
stanare la risorsa
fare della pelle
l’ascolto inanimato
reclute del dopo:
né pendolo
né piuma
sorridi
te lo impongo
il tempo ti fu dato.
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