Sotterranei

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Pubblicata da PoeticHouse Martedì, 25 di Aprile del 2017

il mio crimine alla nascita.... mi ha colpito molto questo punto ....

il 25/04/2017 alle 14:57
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Dunque mi approccio ai primi versi di questa poesia come ci si approccia all'inizio di una nuova stagione. Sono di una bellezza rara, mi ricordano hokusai nei suoi dipinti, o comunque l arte orientale. Che si sofferma sulla natura per esprimere i sentimenti. Man mano che la poesia si forma abbiamo un climax emozionale, che si apre fino a distendere il suo significato. La quiete non è quiete, nel senso che sigilla nel silenzio un lamento. Si apre il malessere esistenziale, quel senso di inadeguatezza alla vita mimetizzato nella pace delle maree, nella continuità di una vita che persiste il suo corso. Il corpo è come se si dissociasse dallo spirito, per inerzia continua un percorso. Corpi, esperienze, passano accanto e attraverso. 'per essere insieme' 'cadere dentro'. Per essere, sopprimere. È come se si dovesse scontare ogni evento che si sceglie, adattandosi allo scorrere degli eventi. La chiusa collegandosi al titolo calma l'inquietudine di prima, trasferendo anche qui un senso di quiete latente. Di nuovo il silenzio già si percepisce come trama sofferente. Io trovo che questa poesia sia una delle tue più belle. Sei riuscito a trasferire più che mai nelle immagini, le tue sensazioni. I petali di neve raccontano un senso di gelo quasi tangibile anche per chi legge, si crea un'empatia pazzesca proprio grazie a un crescendo emozionale. Ti celi dietro i suoni che non ci sono, e dai una sola possibilità a chi ti legge di coglierti davvero. Ottimo, davvero.

il 23/09/2017 alle 18:44
Petali di neve
scivolano tra i rami

spoglie risalgono
minute luccicanze

rilievi della linfa
il verde si fa notte

dischiusa nella quiete
consacra il suo lamento

ascendenze
derivazioni
il mio crimine alla nascita

seguo un ritorno
senza ragione
frammenti che declinano
su placide maree

ambizioni?
di qui
mi sei affine?
curami
hai tesori?
arte greca
che segno sei?
umano

è un gesto che pronuncia
un senso che divide
posso correre, arrestarmi
respinto ma davanti
non grandi parole
qualcosa che dissimula
rivalità di corpi
retaggi come nomi

cadere dentro
per essere insieme
sopprimere ogni idea
di imparzialità

presa-reazione
oggetto-scavo
gaiezza transeunte

è un presto senza luce
la sabbia appena in ombra
un uccello s’invola solitario

lei si slaccia
- veterani
l’altra sparge
- onde medie
ma non amano
- tocco di sole
raccontano storie

peana slavo
scheggia di legno
sento che sfuma

scendo in silenzio.
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