Vedova

Vedova
4,4/5 meriti (8 voti), lettura, 7 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Lunedì, 3 di Aprile del 2017

angosciante, la vita si fagocita... Bella, come poesia...

il 03/04/2017 alle 13:03

Per una poesia scritta con l'anima rimane solo un applauso clap clap clap clap,un saluto

il 03/04/2017 alle 16:47

se non è realtà...l'hai narrata come storia vera. molto bella. ciao Aldo

il 04/04/2017 alle 15:38

stupenda Ugo,, da quel grande maestro che sei, ancora una volta mi hai commossa ed emozionata. grazie Ugo,molto felice d'averti conosciuto marinella

il 04/04/2017 alle 16:57

Mi piace, bella mi piace anche lo stile , un po' aulico, un po' da menestrello, romantico...

il 05/04/2017 alle 00:19

La maestria poetica la contraddistingue. Un testo stupendo che emoziona ed arriva dritto nell'anima. Grande scrittore. Saluti.

il 08/04/2017 alle 21:13
Abitava il sussurro d’un principe azzurro
e dai suoi quindici anni se lo modellava.
glielo portò la sorte e lei gli aprì le porte.
snobbò tre figli e moglie, i sette lustri in più,
il logico effetto di gelosia e sospetto,
valor di gioventù, di libertà e diletto,
e che l’invaghirsi non era come amarsi.
se pur in gabbie d’oro fu magro quel tesoro.
per la giovinetta il tempo ebbe fretta,
a soli quarant’anni le strappò l’alloro.
si ritrovò sbranata da nuda libertà,
ed ebbe l’impressione non fosse più realtà.
meditò parecchio la voglia di rivalsa,
tutto da rifare, nessuna mossa falsa
e consultò lo specchio di tanto tempo fa:
ma non trovò la bella di quel tempo in là.
si riscoprì disfatta, inutile, inservibile
le sembrò incredibile ma era verità.
la realtà passata l’aveva consumata
ormai il gioco dolce e il peso allor leggero
non le sembrava vero, ma era gravità.
si rattristò, ne pianse, si ritirò per sempre,
da quel fatal settembre mai si perdonò.
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