Pubblicata il 09/01/2003
Pallida luce
ora su me
ricade,
e la penombra
piombar mi fa
nell'ansia,
l'ansia di non sapere
nulla
a nessun
donare,
ed a me solo,
distorto,
riuscire ormai a pensare.

(1993)
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Analoga dimensione del sé in questa rispetto alla precedente. Quel doloroso lievito è tuttavia servito caro Gaetano, a te e a tanti di noi, per far crescere il senso etico del nostro esistere, acquisire sicurezza nelle nostre potenzialità. Sofferta, densa nel sentire e protesa ad abbattere quella dura barriera tra egocentrismo sordo e aperta disposizione ad aderire ai richiami dell'altro. Sono due belle pietre miliari di un percorso lungo di ricerca individuale!
Un caro saluto.
Max

il 09/01/2003 alle 12:27

...resta un pò nell'ombra
in silenzio
ti sembrerà una veste
che ti proteggerà

per la serie : cerchiamo in tutto un pò di positivo

ciaooo
Luigi

il 09/01/2003 alle 14:53

Grazie caro Max, ma io più che pietre miliari vedo le mie poesie di allora e di oggi soltanto dei ciottoli a pavimentare la strada della mia vita, a volte lisci e a volte taglienti e dissestati.
Un caro saluto anche a te.
Gaetano

il 09/01/2003 alle 21:38

Si Luigi, hai ragione; dobbiamo prendere atto che anche la sofferenza ci forgia, ci aiuta a crescere.
Gaetano

il 09/01/2003 alle 21:41

un'animo in cerca di luce non e' mai fine a se stesso , ma la luce ritrovata risplende intorno...Sinceramente Lady

il 10/01/2003 alle 11:56

Ora posso dirlo anch'io, ma col senno del poi.
Grazie Ale.
Gaetano

il 10/01/2003 alle 20:56

Ora ne sono convinto anch'io.
Grazie Lady e ancora bentornata.
Gaetano

il 10/01/2003 alle 20:57