la nebbia di gennaio

la nebbia di gennaio
3,3/5 meriti (10 voti), lettura, 15 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Venerdì, 24 di Febbraio del 2017

Molto toccante questa tua, la vita si riflette nello specchio della poesia, ma anche questa è impotente e la vita continua le sue infinite trame. Un abbraccio. Ax

il 25/02/2017 alle 14:06

La parola, Axel, la parola è la pietra filosofale, che trasforma glifi in suggestioni..grazie per il commento. sergio

il 27/02/2017 alle 06:00

uno spaccato di vita terribile a mio parere, un uomo, una donna ed il frutto del loro "amore" proibito.... una decisione che tarda ad arrivare da parte di lui, una decisione forte da prendere da parte di lei.... e la vita va andati per tutti e ad ognuno capita quello che si è scelto di vivere nel bene o bel male.... ! Chiara

il 04/03/2017 alle 12:40

Hai ben interpretato, Gail, le suggestioni emozionali che ho cercato di catalizzare, usando la parola per ricreare un quadro, che proprio come un quadro ha limite e qualificazione nel perimetro della cornice. Ho inteso tratteggiare in una situazione intensa, comportamenti e tipologie umane. Grazie per il tuo passaggio.

il 05/03/2017 alle 05:56

eheheheheheheeheh infami SERGIO MARIA IMMONDIZIO + il manolo nazionale............la troione di cremona.........mario mario flebos...........

il 18/03/2017 alle 13:38

Sei tornato nel silenzio, ma io mi accorgo della tua presenza poetica così come tu osservi muto la mia.Ho letto con la necessaria intensità la tua storia-racconto che privilegia il vincolo dell'amicizia duro a morire e la sofferenza per una storia d'amore. E' la cruda realtà che non sa trovare rimedio alla mancanza di coraggio e non sa destreggiarsi nei legami sentimentali. Ancorarsi al passato rivela l' angosciosa tristezza del presente. Si avverte la tua compartecipazione che lascia l'amaro in bocca. Bravo.

il 31/03/2017 alle 13:12

Decio, ti sono grato per le parole che hai regalato ai miei versi, che come tanti sono una rappresentazione incidentale di situazioni e considerazioni dell'animo che per essere catalizzate s'avvalgono di immagini, magari stereotipate che fanno parte del bagaglio emozionale dei più. Ho tentato di intercalare una situazione bohemien da fin de siecle nel mio mondo e nel mio sentire, facendo appello al mio vissuto ed alle mie percezioni delle atmosfere, in questi versi-racconto , che sono un tentativo d'espressione. a rileggerci, ciao !

il 01/04/2017 alle 06:09

Grazie del commento Bandini, a questi miei versi/racconto, che sono un tentativo di scrittura. ciao!

il 01/04/2017 alle 06:11

Mai uno scricchiolio sul tono lirico di questi versi, impensabile la benché minima incrinatura del profondo pensiero, né un’ombra di dubbio sul valore dei sentimenti di Sergio. Un angolo del poema scaturito dagli imprevedibili incastri che la vita riserva, e resto senza parole, frastornato e incantato.

il 03/04/2017 alle 11:28

Grazie Ugo per le parole d'apprezzamento poste in calce ai miei versi, parole che li rendono vieppiù meritevoli di lettura, A presto tra queste pagine, sergio

il 04/04/2017 alle 05:59

è come stringere un cuscino di tempi andati ... un abbraccio

il 14/04/2017 alle 23:36

Hai reso ben l'idea Steve, grazie !

il 15/04/2017 alle 05:52

la nebbia avvolge cose e persone, fa paura ed attrae, un contradditorio sentimento , che rivela la nostra fragilità-

il 09/09/2017 alle 06:41

Hai ben etto Ginni quella nebbia rivela e nasconde, fragilità e compromessi, coraggio e paure, che obbliga ad avvicinarsi per scoprire un viso.

il 11/09/2017 alle 05:55
La nebbia di gennaio

mi hai mandato un messaggio
in quel gennaio che grondava di novembre
in cui ogni illusione muta in nebbia fitta,
anche la vetrina di quel bar
era appannata come la mia mente
assorta nei miei pensieri di poesia
mentre entravo già m'aspettavi
con un calice che mostrava la stilla
rossa di una malinconia che si fa dolore.
mi guardasti con la tua faccia
che era di una rassegnazione che precipita
mi sedetti accanto come facevamo quando
toglievamo le calze e mettevamo i piedi
nella acqua fredda della roggia
e guardavamo monti e nubi ..
sorridesti mettendomi una mano sulla spalla
lei entrò in quel mentre
stretta nei jeans strappati al ginocchio
polo albicocca legata sul fianco e pelliccia sintetica
pareva nemmeno toccasse terra su quelle ballerine nero vernice
e come riprendesse un discorso interrotto
si rivolse a te ordinando qualcosa al banco
ostentando d'ignorarmi in quella vostra confidenza
ti disse piano qualcosa e poi lenta,
col dito, disegnò tra i cerchi dei bicchieri,
intingendolo nelle lacrime
rincorrendo sogni e dubbi che un alito
di pazzia vi aveva soffiato in faccia
ed io iniziai a comprendere come
potevi sentirti, perduto tra lei, quella sua gravidanza
e i due figli di quell'altra donna che t'aspettava altrove
da li, inchiodato ad una decisione
che non sapevi prendere,
ma lei capì, e decise, spinse in dietro la sedia e s'alzò
indosso una sola manica della pelliccia fucsia
come fosse un fardello disperato ed andò via
con una mano alzata sopra la testa
in un addio senza voce una accusa senza remissione
e tu li a fissare il bicchiere
cercando in un motivo il coraggio
per andare e correrle appresso
o una scusa per restare in quel bar.
..Forse è stato più facile ferirsi a morte con un sogno
che sopravvivere in una abitudine
con la voce del sangue che ti incatenava
ai tuoi figli ed alla morale provvidenziale
a cui t'aggrappavi,
ma ne uno ne l'altro sono bastati a sopravviverti.
ne è passato di tempo
ora tu passi le giornate spartendoti
tra il lavoro ed una vita a cui non chiedi più nulla
e il fondo di una bottiglia in un mini locale
la, in fondo al capolinea del metrò
mentre di lei non so dove si sia rifugiata
a difendere quel cucciolo solo suo..

Ah tornassero ancora quegli inverni di nebbia
in cui per trovare la strada eravamo costretti
guardare in faccia alle cose
oltre le confortevole sagome delle apparenze,
dietro ogni angolo scoprire un viso,
sino ma incontrare quello nostro..
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