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Pubblicata il 18/01/2017
Me piacerebbe de sape’ chi fu
er primo che parlò der Paradiso
che disse: l’ardilà pe’ due è diviso
e doppo morto scenni o sali su.
ossia, che pe’ er vole’ der Padreterno
andremo in Paradiso o giù a l’Inferno.

sarà stato se sa, quarche stregone
der quale nun se parla ne la storia.
nisuno sa chi fu, nun c’è memoria,
fu er primo esempio de l’inquisizzione.
fu lui che s’è inventato quell’intrigo
che consiste ner premio o ner castigo ?

quello fu er primo esempio de ‘na casta
che s’arogò er diritto fin da allora
de governacce e, ce governa ancora...
ma nun annamo ortre, adesso basta.
lassamo ‘st’animaccia urtraterena
pe’ quanto sia possibbile serena.

pensamo solo che le leggi umane
so’ state costruite bene o male
come quelle Divine, tale e quale.
percui, -si ciò raggione- nun rimane
che mettele in un solo recipiente.
però, si ce pensamo seriamente:

a rispetta’ le leggi de le tavole
è certo giusto, è un fatto de coscenza,
però, come se fa a sedesse a mensa
a magna’ e beve tante, troppe favole?
crede’ a tante fregnacce chi m’aiuta
si doppo la raggione le rifiuta?

io credo invece ch’er fattore umano
sia l’unico reale, embè, è possibbile
che a vorte è l’òmo e no quer ch’è invisibbile
quanno stai pe’ casca’ te da ‘na mano!
ecco perché me dice la coscenza:
fai bene? scorda! E si fai male, pensa!
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Parole profode e significative in un dialetto che fa' parte di una grande civilta' ,bravo

il 18/01/2017 alle 09:59

Un'anima semplice che si interroga su dogmi già rivelati e male indottrinati...ma la morale è sempre quella. Bravo!

il 18/01/2017 alle 14:30

bella, piaciutissima

il 18/01/2017 alle 15:42

Un linguaggio, molto più convincente dell'italiano stesso, che allarga la sua stessa visione e osa varcarne la sua eterna essenza!

il 19/01/2017 alle 19:43

grazie a tutti del passaggio

il 21/01/2017 alle 10:58