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Pubblicata il 17/01/2017
Affratellati da la stessa carne?
uniti ner medesimo destino?
me riccommanno, annamoce pianino;
stamose carmi e voi, stateve carme!

quarcuno ha detto: -Tutti siam fratelli.-
io che so’ onesto, me sta pure bene.
ma nun pensate che, in fonno conviene
mettese a sede’ e fa’ du’ contarelli ?

tanto pe’ comincià nun è la stessa!
e questo ammetto, è un libbero pensiero.
ce so’ ommini bianchi come un cero
e artri ancora color callalessa;

piccoli, arti, oppure magri o grossi;
gialli de pelle da sembra’ un limone,
artri olivastri, d’ogni religgione,
e pe’ conclude, arcuni -pochi- rossi.

‘Ste razze, abbitatori de la tera
ve pare forse che so’ affratellati?
privatamente o in veste de sordati
se so’ fatta la guera in ‘gni maniera.

li bianchi contro de la razza gialla;
li rossi contro bianchi e contro neri
e questo dar principio fino a ieri
sol pe’ la diferenza de pensalla.

affratellati? Sì, ma ne la guera,
e no ne l’aiutasse ner bisogno.
dichi che l’òmo pò cammia’? Ma è un sogno
sarà sempre la stessa tiritera!

a inciafruja’ ‘sta gente colorata,
coprisse tutti co’ lo stesso tetto
sarebbe come ave’ er nemico a letto
e, pensa si ché cacchio de insalata!
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condivido il tuo pensiero......piacevolissima Gabriela.

il 17/01/2017 alle 13:01

Molto ben pensata e incisa su foglio elettronico, amico Pirolo! Bravo, davvero!

il 17/01/2017 alle 19:15

Come si puo' non condividere parole che vengono da uomo delle terre di mezzo, un inchino per te,un saluto

il 18/01/2017 alle 10:05

Come si puo' non condividere parole che vengono da uomo delle terre di mezzo, un inchino per te,un saluto

il 18/01/2017 alle 10:05

un sentito grazie amici

il 20/01/2017 alle 09:05