Pubblicata il 17/01/2017
Chissa’…
lungi dal mio pensier, turbar chi legge
ma parlar di morte, voll’io in prosa
omaggiando chi, da tempo riposa
e anco chi, con denti, vita regge.
le vite corron tutte come schegge
nessun, pensa per sé, siffatta cosa
di ‘n final, in penoso o in gioiosa
invitati, indi, a uscir dal gregge.
gli estinti, compaion già nei sogni
mai, ‘gnun di lor, con aria da dannato
inde presumo, felicità in ogni,
dopo che vita, han abbandonato.
allor vivi, compiaci i tuoi bisogni,
ne l’aldilà, sarai più fortunato.
gep© 2016
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stil nòvo di nonno Geppo mi piace

il 17/01/2017 alle 14:35