Pubblicata il 30/10/2016
un bimbo,
un angelo biondo e riccioluto
dalle braccine sottili,
dagli occhi turchini,
dal visino triste,
e la boccuccia sempre volta al pianto,
mi fece compagnia
in una calda sera di giugno.

un angelo, entrò per una sera
dall'uscio socchiuso
dell'anima , entrò nella mia vita
in un frammento d'eterno.
tracciò il diametro di clorofilla
abbracciando chiome di gattici
catturati da avidi obiettivi
scandimmo in pubblica evidenza
le filastrocche intrise di risate
stendemmo nel giardino lenzuoli di finto sonno

e l’invito pressante, ancora ,ancora, risuonò argentino.
seguimmo tracce di labile argento di assonnate lumache
richiamate dai tuoi interrogativi di gioia.
i garofani dei poeti cambiarono identità, si nascosero arrossendo
tra le ramaglie dei roseti .
e presto nel giardino, che allargò i suoi confini,
si affacciarono elfi e fate.
dolcissime sirene e orchi addormentati
il cigno di gesso depositò i suoi gerani,
ai piedi del piccolo angelo,
distese il suo collo in mille piroette,
scrollò il peso delle piume dallo smog dell’abbandono.

eri tu quel sogno
che ancora m'imperla di luce lo sguardo ?
m'invia dardi di luce
nell'opacità dei giorni sempre uguali ?
eri tu quel bimbo ?

dimmi eri tu?
e tu chi sei ?
sei forse Amore?

no, eri un angelo caduto
da un dipinto di Raffaello!

eri troppo bello per essere vero !

porterò con me, il ricordo di te,

gabriele.
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Affascinante.... :)

il 01/11/2016 alle 10:34

Come una Visione, poi nel resto della mia vita non ho più visto Gabriele.

il 01/11/2016 alle 13:44