Pubblicata il 08/10/2016
Scriverò il tuo nome
sulle ali di una chimera
poi carezzerò il vento dei pensieri
e gli dirò sussurrando
di portare fin da te la mia solitudine

qui sfioro i ricordi piano piano
per non risvegliarli
ma quando l’ ultimo raggio di Sole
scende oltre l’orizzonte
impetuosi mi gonfiano il cuore

dalla nebulosa di Andromeda
leggera entri e sorridi nei miei sogni
ma quando l’ Alba accarezza le tue ciglia
sfumi con la rugiada del mattino
lassù dèi spietati e silenziosi ti aspettano…
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Una solitudine struggente che mi rassomiglia e che sento fin dentro le ossa. Solo chi si nutre del piatto amaro dell'assenza può comprendere... La nuova stagione pur presentandosi con colori caldi e avvolgenti, conduce inevitabilmente al buio delle giornate invernale...

il 09/10/2016 alle 10:15

Versi dominati da un ricordo struggente e dovuto da parte di chi non sa dimenticare e che fa della sua tristezza lo scopo residuo della sua vita ormai a metà. La dolcezza infinita di questa poesia mi ricorda l’armonia di un organo.

il 09/10/2016 alle 11:09

molto bella, mi ci ritrovo...

il 09/10/2016 alle 11:13

eheh...guarda ke merito!!.......

il 10/10/2016 alle 21:22

forze nn 6 solo............ma male akkompagnato....eheheh

il 21/10/2016 alle 00:36