Pubblicata il 27/09/2016
echi di voci
valicano distanze.
arabeschi di luce
filtrano tra i pampini porpora e oro.

finita è la vendemmia.

le donne si avviano
nella luce violenta
dell’acceso tramonto
odorose di mosto e di sudore.

recano sulle loro labbra
il grappolo di negramaro
sfuggito alle cesoie,

le loro mani a conca
il calice più ambito dagli dei.

feritoie azzurre i loro sguardi
rivelano al cacciatore
il cielo del fagiano e della rondine.

impazienti,
con gesti appresi da antica pedagogia,

liberano il sartiame di capelli
ristretto in prigionie di ruvido cotone.

- stendardo femminino-
a catturare desideri.
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Viva la Puglia con tutti i suoi colori e odori. Ric

il 27/09/2016 alle 13:59

attraverso le tue odi si sente il profumo del vino, ciaoooo

il 27/09/2016 alle 16:27

Grazie Rosaa, grazie Riccardo.

il 27/09/2016 alle 20:55

Una lirica che ha la forza di trascinare il lettore in luoghi lontani dal quotidiano della stragrande parte, eppure così sedimentati nel'immaginario e nella cultura da renderli immediatamente comprensibili e vividi della luce ,che una penna narrante arguta e immaginifica, profonde a piene mani...sergio

il 28/09/2016 alle 05:55

Grazie infinite, Sergio

il 28/09/2016 alle 07:10

E' la vita che si sposa! Con il rurale cuore: d'armoniosa passione! Un saluto

il 02/10/2016 alle 07:40