Pubblicata il 27/08/2016
Svettano odori di albe
affrettate, chiostri mutati
in febbrili adunate.

Rinfrancarsi appena,
nei viottoli di dalie
sediziose sulle vesti.

Chiamarti tra cime
annidate in un risveglio
di colpe.

Vedo che leviti via
dalle fronde, nel corpo
mancato ai più labili
sogni.
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Bellissimi se pur malinconici versi di dolore! Un saluto

il 13/12/2016 alle 16:48