Unknown Destination

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4,0/5 meriti (4 voti), lettura, 10 commenti
Pubblicata da PoeticHouse Domenica, 22 di Maggio del 2016

Sei pieno di colori che parlano di essenze autentiche, amico mio! Io.. lo so! Sei un grande! Credici!

il 22/05/2016 alle 11:06

Mi è piaciuta questa dolente poesia dove l'urgenza di vita si scontra con la realtà, che hai lucidamente inquadrato ciao Riccardo

il 22/05/2016 alle 12:38

Grazie infinite Sir Morris, davanti a questo commento sono ... Dazed and Confused per restare in tema di canzoni e di musiche a noi veramente care. Un saluto colorato ! Riccardo

il 22/05/2016 alle 13:36

Per te che vivi a Roma Arturo pur non essendo romano non suoneranno poi così apocalittiche queste atmosfere, è la dura realtà come affermi giustamente e di cui mi sento anche io nel mio piccolo colpevole. Da qui il desiderio di approdare verso altri lidi per placare l'angoscia metropolitana che sarà sostituita a sua volta da un'altro tipo di angoscia, diversa ma allo stesso modo opprimente. Un caro saluto a te Arturo. Riccardo

il 22/05/2016 alle 13:48

...Splendidissimo VIrgin Riccardo, questi versi stupendamente sensoriali trasmettono al lettore una carica audace tale che dall' inesplicabile addiaccio sarà una corsa verso la stagione dei fuochi fatui dove anche un cielo senza più rondini tornerà ad avere l' antica fragranza dei giacinti...Per farla in breve questi versi vorticosamente sinestetici dove l' urlo della tempesta sibilerà sulla splendida realtà di un cuore turchese, mi hanno richiamato alla mente il Canto del Poeta, All' Italia: ........ "Oh venturose e care e benedette/ L'antiche età, che a morte/ Per la patria correan le genti a squadre;/".... Se andrai a Roma Termini il biglietto di sola andata prendilo per Torino, io qui t' aspetterò ed anche se sono solo un uomo ho l' oceano in fondo agli occhi...partiremo in barca destinazione un' isola qualunque dell' Oceano Pacifico dove splendide femmine balleranno per noi facendoci dimenticare i rabbuiati suburbani....come novelli van Gogh.....; un abbraccio, rom.

il 22/05/2016 alle 14:19

Acc ,,, Addirittura scomodare il sommo Giacomino che sempre nel cuor mi sta ? Di contro il tuo magnifico commento mi ha richiamato alla mente questi altri versi "Questo paese ci annoia, o Morte ! Spieghiamo le vele ! Se il cielo e il mare sono neri come l'inchiostro, i nostri cuori che tu conosci sono pieni di luce !". Ed è una ipotesi da non scartare affatto quella di salpare verso lidi esotici come dei Gauguin del ventunesimo secolo per poi sbarcare in quel di Papeete e iniziare a dipingere tele affini a La donna dei manghi, sempre ammesso che noi si sappia dipingere. Forse ha ragione Sir Morris Prof Cantoni, ti stiamo perdendo ... E io mi appresto a seguirti a ruota. Beh, due risate ce le siamo fatte ed il buonumore non manca, grazie davvero. Un abbraccio a te Romeo.. Riccardo

il 22/05/2016 alle 18:17

Perfetto per chi viaggia poltrona o quelli che cercano l'ispirazione di viaggio, le idee di destinazione, suggerimenti sulla fotografia o consigli pratici ...DESTINAZIONE UN VIAGGIO MAGICO ciao Riccardo. dORA

il 23/05/2016 alle 09:30

Ciao Dora, buona giornata. Riccardo

il 23/05/2016 alle 13:16

Il ritratto del degrado della cosiddetta odierna "civiltà" rende più forte il contrasto con la Roma caput mundi che fu illo tempore. Angosciante la sensazione di impotenza e desiderio di fuga che ben rendi nei tuoi versi pieni. Complimenti! Ax

il 12/06/2016 alle 12:00

Grazie Axel di esserti calato nei miei panni per comprendere il sentimento di angoscia e soprattutto d'impotenza che pervade me ed altri cittadini romani. Negli anni, o meglio nei decenni precedenti, pensavo che non è importante il posto dove si abita ma piuttosto come si abita ma in tempi recenti ho appurato che dovunque vada qui nella capitale, la sensazione di essere un corpo estraneo e avulso dal contesto non si placa. Un caro saluto Riccardo

il 12/06/2016 alle 14:22
Gli attimi bellicosi si accostano senza tregua
ed ognuno è esiziale con la sua deturpata sinestesia
come i giorni che mi scopro attonito a diradare
nel logico sconcerto di un labirinto maledetto
mentre il sipario d'orrore cala impietosamente
sul mio panorama trucidato di ruggine e malinconia

roma sta agonizzando lentamente senza clamore o è già morta
sotto un cielo senza rondini e in fondo a un tunnel di rifiuti umani
ma nessun demiurgo manierato ha mosso un dito per salvarla
ed ora i giacinti non emanano più l'antica fragranza
e relitti suburbani rabbuiati e bambini scevri di sorrisi
ripudiano la mistica omologazione a Puri Cantori

ritornerà la stagione dei fuochi fatui e degli amori perduti
nell'inesplicabile addiaccio di voci inesaudite
e sarò mite e randagio alla stazione con un biglietto di sola andata
strettamente scortato dal rimorso per la morte dei fiori
ad afferrare senza emozione il primo treno che parte
verso una redentrice destinazione ignota

scenderò in una solinga landa dove non mi conosce nessuno
e proverò ad eliminare le tracce di ogni mio sbaglio
ma non servirà a niente placare remote maree o mesti naufragi
quando l'urlo della tempesta sibilerà ancora sulla carne ferita,
avrei voluto essere un fabbricante di realtà con il cuore turchese
e con l'oceano negli occhi ma in fondo sono solo un uomo
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