Pubblicata il 05/04/2016
Sono parole appese alla rabbia
gocciolano silenzi incompresi
se solo servisse asciugarli…
gesti che allontanandosi amano
e ricordano la mancanza
caparbia che tenta di rimediare
resettando l’avvenuto nell’oblio.
e un sorriso raccolto il rassegnato
ghigno di cartapesta in vetrina
dai giorni pigri e finestre chiuse.
la fede uccisa in uno schiaffo
e pagine di libri sul mare del tempo
l’amore non si può costringere
l’unica verità alla nostra volontà
abbraccia quando e se vuole abbracciare
e allontana se dimentica d’amare.
eppur si muore.
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Omologazione da scartare come carta da regalo! Eccelso scritto!

il 05/04/2016 alle 17:42

Quando leggo: "un finale da incorniciare" tra i commenti che spesso curiosa come sono mi soffermo a leggere, sorrido! Un finale da incorniciare, a mio parere non ha senso! Ma credo lo si scriva per far capire all'autore o autrice che dir si voglia che il testo non è stato deludente ma anzi la chiusa ha saputo riconfermare il godimento del testo lasciando in bocca il giusto gusto in chiusa... credo... sia ben chiaro!

il 07/04/2016 alle 23:20