Pubblicata il 30/03/2016
Dov’erano i tuoi occhi
in quel giorno di festa.

non certo
nell’inchiostro opaco
di un augurio qualsiasi.

non nella resa di un cavatappi
o sull’etichetta cerulea di un buon vino.

non erano nell’immoto grigio,
poco plumbeo,
appena cupo.

piuttosto livido,
irreale,
che nascondeva l’infinito.

fermo,
come un grossa palandrana
adagiata sul tempo.

privo di vento
e strepitio.

soltanto cenere
su ore frigide.

senza forme di nuvole rigonfie
o corse di nubi scure,
senza picchi di cumulonembi saettanti
nel celeste.

come quando si immagina
una folgore improvvisa.

ma i tuoi occhi erano
in quel momento promesso.

sotto un cielo di calcestruzzo
che rendeva immobile
anche l’attesa.
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Caspita: l'ho riletta più volte! Rimane un ineffabile senso di tensione sospesa come in quell'ultimo geniale accordo della canzone "For no one" dei Beatles. Notevole! Stolcius

il 30/03/2016 alle 20:43

Stolcius, ti ringrazio per il tuo bel commento. Ascolterò la canzone. Alessia

il 30/03/2016 alle 21:47

Giusto un consiglio: ascoltati la versione dell'album bianco: Ricerca su youtube: beatles white album for no one Stolcius

il 30/03/2016 alle 22:11

Ok, grazie per il consiglio. Cmq credo di conoscerla già, ma fa piacere riascoltarla. Alessia

il 30/03/2016 alle 22:21

Bella!

il 30/03/2016 alle 23:55

Grazie Sir! Alessia

il 31/03/2016 alle 00:33

Allora Riccardo ascolterò anche quella canzone. Un saluto (presto ti scriverò). Grazie per il commento. Alessia

il 09/04/2016 alle 16:44

,...la cultura musicale di Prune... smpr sorprendetne... 1 saluto allibito da S4ndr0

il 19/04/2016 alle 23:54

eheheheheheheeheheheheheheeheheheheheheeheheheheheheehehehehehehe

il 16/05/2016 alle 15:31