Pubblicata il 14/02/2016
ti dirò che il tempo
sfoglia pagine inquiete,
ore come macigni,
pomeriggi di prigionie,
silenzi sepolcrali.

stabilirono signorìe
tutt’ intorno
le pause, i silenzi, le amnesie.

non infrangono, come ieri,
la vetrata del silenzio
l’ eco frondoso dei pensieri,
le melodie, le voci, le parole.

la trascinante danza dei tuoi versi
e sonagli di bracciali,
più non riecheggiano, festosi,
tra le stanze,
una neve di luna
ricopre ogni memoria.

i postini, da tempo,
serrano con pesanti ferraglie
i loro forzieri di cuoio,
ed ora,
sono a corto di fermagli d’oro,
per i capelli.

disertato dai sogni
e dalle rondini
il crocicchio della sera.

pare stranamente inverno,
a primavera.
  • Attualmente 3.8/5 meriti.
3,8/5 meriti (5 voti)

Una carezzevole sinfonia di note verbali! Brava!

il 14/02/2016 alle 10:05

ti faccio i miei complimenti, colpisce

il 25/02/2016 alle 11:02