Pubblicata il 05/11/2015
Dall'alto dei suoi cieli,
nera e maestosa l'aquila
scorge un barlume d'oro
tra cubi di cemento
plana fino al segnale
e scopre incatenato
al trespolo dorato
un mite pappagallo:
" Che fai tu qui,fratello,
chi ti ha negato il volo?"
"Il dolce mio padrone,
in cambio di un "Loreto",
mi ha dato una catena
di bella filigrana
e mi permette anche
di vivere e guardare
il mondo in quello specchio"
" Fratello mio diletto,
ma quello specchio
è nero e non si può vedere
nel nero ciò che è vero"
"Il dolce mio padrone,
mi dice ogni mattina,
che è meglio non vedere
per non esser tentato
di dire ciò che vedi"
"Dolce mio fratello,
non ricordi nulla
del canto dei tuoi padri,
del verde delle fronde,
del sole e il suo calore?"
"Il dolce mio padrone,
che sa cos'è la vita,
non vuole che ricordi
per non tradire, dice,
la mano che mi nutre"
"Mio povero fratello,
rinnega il tuo padrone!
stendi le tue ali
vola via con me.
ti mostrerò del mondo
il buono, il brutto e il bello
e tu potrai gridare,
con tutta la tua voce
per ciò che non ti piace"
" Là fuori è troppo grande,
il cielo troppo alto
e io ho ali tarpate...
è meglio non vedere,
tacere e ringraziare
di avere un buon padrone"
" Io scelgo di sapere,
non voglio aver catene
ne' teneri padroni.
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Liberateli tutti... molto bella.

il 07/11/2015 alle 15:16

Un componimento davvero bellissimo e pregno di significato

il 07/06/2017 alle 16:58

Grazie Franceso, lieta tu abbia apprezzato

il 07/06/2017 alle 17:02