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Pubblicata il 23/12/2002



Ho affrancato la mia vita
da un padrone
che il mio cuore ha posseduto

e come un'ombra ha seguito
i miei passi sul sentiero
come un paladino ha difeso
ragioni da nessuno condivise
dei fallimenti miei
ha trovato i nemici più svariati
di amori finiti
ha fatto terra bruciata
e con precise parole
ha bollato
chi da solo nel proseguo
mi ha condannato

ora è là
nascosto
nell'oscura ombra
il demone
di Orgoglio chiamato

muri di parole ho alzato
e mai più alla parola Amore
io darò
valore di senso appagato

...e mi sono affrancato
da un padrone che solo il vuoto
al mio cuore ha lasciato

...e libero ora ti guardo
e t'offro il mio sorriso.
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flo

Caro Luigi,
occorre rileggere la tua poesia per riuscire ad afferrarne il significato e capire quanto tu abbia ragione nell'affermare tali verità.
Ciao
Floriano

il 23/12/2002 alle 13:16

Verissimo, Flo, credo sia il più spietato esame che ho fatto a me stesso, della mia vita, dei miei comportamenti, dei miei tanti errori.
Di quanti di essi abbia cercato capri espiatori.
O scusanti puerili.
O citare con arroganti paroli, chi aveva terminato il suo ciclo d'amore per me e non aveva saputo esser sincera.
E difeso ragioni sensa senso.

Difetti umani, certo, ma anche Orgoglio padrone della vita, la mia vita.
Ora non so, se sono libero, ma sto cercando di spogliarmi di un abito che più non accetto ed i nodi li sta sciogliendo la mia penna.

Ciao Flo ( ripassa stasera, sorpresina )

Luigi

il 23/12/2002 alle 13:31

Quando lo specchio non ci basta più....occorre andare oltre
Ciao
Luigi

il 23/12/2002 alle 13:31

muri di parole ho alzato
e mai più alla parola Amore
io darò
valore di senso appagato....
Quanto hai ragione.....prima o poi tutti arriviamo alla stessa conclusione.....
Mary*

il 23/12/2002 alle 20:23

Vedo, Mary, che hai letto attentamente fra le righe il mio pensiero.
L'Amore, quando l'hai, è un senso appagato e non pensi che come un seme in un vaso, devi coltivarlo con amore ogni giorno per conservarlo.
E magari un giorno ti ritrovi a guardarti una mano che prima stringeva il sole e quando l'apri non hai più nulla.
E puoi solo piangere sui tuoi errori.

Sai che disapprovo i troppi "io, io, io, " che sento citare nelle letture quotidiane, come se un'esperienza fosse regola di vita( altri le chiamano metafore ). Io pongo me stesso sul banco degli accusati, perchè prima di giudicare gli altri, metto la mia persona alla berlina. Le tue colpe le sai.
Devi solo saperle vedere. I cerco di vedere le mie.
Il mio primo nemico, resto sempre IO.

Grazie di avermi capito.

Luigi

il 23/12/2002 alle 21:06

...e tu mi conosci fin troppo bene, vero ?

Baci
Luigi

il 23/12/2002 alle 22:18