Pubblicata il 19/04/2015
La tua morte papà è la scomparsa della mia guida
di colui che era il mio maestro e il mio angelo custode.
non so cosa dire perché è come se fosse sparito
il tetto che avevo sulla testa, le mura che mi proteggevano
e mi ha lasciati solo ed indifeso.
non è vero che la morte non è niente, è una grande prova
È un calice che Gesù stesso non voleva bere,
e che lascia attoniti e senza forza chi ti circonda.
e’ un grande mistero insoluto e forse insolubile
almeno per noi, almeno per adesso
solo chi ci è passato sa cosa sia
e non è che indurendo il proprio cuore si riesce ad accettarla.
o falce mietitrice, perché non hai raccolto altrove,
perché da me, perché adesso, senza requie o preavviso.
a che servono cure ed ospedali
se non a prolungare un’agonia senza speranza.
a mezza via del mio cammino sono rimasto
senza la tua guida, che mi indicava l’orizzonte
che pareva non aver mai fine
e ora rotolo come un grano di polvere al vento
nulla allevia questo vuoto, l’amore, la fede o il lavoro
ne l’alcool né il dovere né l’onore e nemmeno la vendetta.
la via è perduta, la quiete se n’è andata.
solo urla, stridore,lacrime, dolore.
non dimenticherò mai che sei stato non solo la mia guida,
ma il mio amico, il mio fratello grande, il compagno
di mille avventure trascorse insieme.
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finchè lo avrai nel cuore "LUI " ti sarà sempre accanto.....toccante poesia che porta con se un'infinita tristezza.....Gabriela.

il 18/05/2015 alle 19:50