Pubblicata il 03/04/2015
Ha il sapore
di un frutto acerbo.
questa libertà è come una catena
trascinata zoppicando
da una bimba vivace.
a strapiombo sul futuro
corre un filo da stendere,
profumano di sapone le vesti appese.
candide,
risposano gli occhi di un funambolo.
lontani,
i fianchi della collina,
una carezza la Domica
e l'espresso delle 7.30.
i silenzi ora,
divorano lo stomaco,
gonfio di solitudine
e mandano parole in coma.
sfreccio sul filo esile,
ed il sudore è pece densa, sudicia
che mi appiccica i pensieri e non posso fermarmi.
corro avanti, guardo indietro e perdo il segno.
ubriacate di fretta
le sagome mi confidano bugie.
ma non riesco a sentire perchè esplodono le lancette e s'incendiano gli orologi e brucia il tempo.
a pochi passi da me
è una radura onirica,
lì una primula stiracchia i suoi petali ancora assonnati.
la calpesto e corro avanti.
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.....bellissima da ".......che mi appicica i pensieri......" fino a quando stupendamente, corri avanti............; una precisazione semplicemente scevra da illazioni... " una carezza la Domica" ...non ne capisco il senso....; un abbraccio, da romeo per Giulia......

il 03/04/2015 alle 23:18

bellissima giulia questa fretta che poi rimpiangerai marinella

il 04/04/2015 alle 11:51

Essendo così giovane, non ti vuoi fermare ma correre lungo i percorso impervio della vita. Bella poesia, legata al tuo contesto personale. Ciao

il 17/04/2015 alle 23:37

Esplodono le lancette e si incendiano gli orologi..... Mi sembra di vederli.

il 21/12/2019 alle 11:13