Pubblicata il 07/03/2015


ora che il rovo mi appare
in tutta la sua acredine pungente
e miraggi d’agosto irragiungibili
sono le rosse bacche del peccato,

sopra questa bocca di biancospino
dalla amara magnetica bellezza,
tramonta ogni sera , dietro colline
di speranze recidive, l'astro assurdo del sogno .

vissi senza vivere, ad antichi retaggi precettata,
la libertà condizionata dalla consegna mestruale,
da un visto paterno, o da quello maritale.

la rossa melagrana ebbra di sole
poco alla volta fu sfrattata
dal suo tenero sito di carne,
e conobbe prigionie che mani samaritane
non seppero spezzare.

troppi sogni mi gridano dentro
come bimbi abortiti, e senza mani,
ed io che muoio un pò alla volta
ad ogni sogno nottetempo sotterrato .

quando mi renderai giustizia, vita mia,
quando potrò rinascere nel sole,
con altro destino e altro nome,
e un giorno lunghissimo da vivere
per riscattare questa lunga sera,
dove ho vissuto come prigioniera.
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Una oculata visione d'insieme in simbiosi! Bravissima! Sir Morris

il 07/03/2015 alle 12:57

La poesia è dedicata alla poetessa Amelia Rosselli, Nasce nel 1930 a Parigi, da Carlo Rosselli, esule antifascista, assassinato nel ' 37 come suo fratello Nello, e da madre inglese: dunque infanzia e adolescenza trascorse in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Non e' un mero rilievo di cosmopolitismo forzoso, ma la constatazione di un fatto che si rispecchia nella lingua, nella scelta della lingua poetica: Amelia Rosselli puo' scrivere indifferentemente in italiano, in francese e in inglese (Sleep, poesie in inglese e' il documento di questa capacita' ). Trovarsi a questo crocicchio linguistico in qualche modo ha liberato la Rosselli dall' obbligo (quando non sia un impaccio o un incubo) di riconoscersi per forza una lingua madre: difatti non e' semplicemente l' italiano che la Rosselli impiega nelle sue raccolte, ma un linguaggio particolare, insieme libero e coatto, che piu' che appartenerle appartiene soprattutto a se stesso. Forse la definizione della Rosselli piu' calzante in profondita' l' ha data Pier Vincenzo Mengaldo: nella sua poesia si realizza una spinta alla riduzione assoluta della lingua della poesia a lingua del privato. Se si volesse condensare brutalmente, si potrebbe dire che la poesia della Rosselli e' continuamente una poesia d' amore, ossia un amore che si presenta come il terribile, giacche' non ha luogo in cui apparire od annientarsi. -------------------------------------------------------

il 07/03/2015 alle 13:41

Ciao Anna, questi versi intrisi di palpabile mestizia spezzano il fiato e sono comunque di una bellezza notevole, hai ricordato in maniera consona una delle più grandi poetesse del 900. Apprezzo moltissimo le poesie di Amelia Rosselli e conosco la sua tristissima e sfortunata biografia di cui hai accennato qualcosa tu. "Perdonatemi, perdonatemi, perdonatemi / vi amo, vi avrei amato, vi amo / ho per voi l'amore più sorpreso / più sorpreso che si possa immaginare Vi amo vi venero e vi riverisco / vi ricerco in tutte le pinete / vi ritrovo in ogni cantuccio / ed è la vostra la vita che ho perso Perdendola vi ho compreso. Grazie per averle reso questo stupendo omaggio. Ciao Riccardo

il 07/03/2015 alle 21:21

sono lieta che qualcuno l'abbia trovata degna di attenzione... una poesia che mi valse un sesto premio internazionale e un primo posto nazionale di parecchi anni fa.. oggi ho pensato di condividerla con voi..e non me ne sono pentita, Grazie Sir, Grazie Riccardo. sulle tombe dei poeti la polvere della dimenticanza non dovrebbe posarsi mai.

il 07/03/2015 alle 21:29

Milady, i miei rispetti! Sir Morris

il 07/03/2015 alle 22:55

Degnissima di attenzione con premi strameritati. A rileggerti Riccardo

il 08/03/2015 alle 11:36

presto ti sarò un tuo ammiratore la tua poesia fa riflettere ciao jeromebis

il 22/05/2015 alle 19:20