Pubblicata il 22/10/2014
non lascerò che entri nel cuore
questo nevischio d’ottobre.
ho sulla pelle le tracce
di un sole agostano
che non vorrei sfrattare
dalle membra.

mi adorna ancora di tepore.
mi seduce di frutti mielosi.
non voglio socchiudere l’uscio
alla nuova stagione
che d’incognite ha piene le giare e i palmenti.

ella avanza prodiga di mosto novello
di asprigni cotogni
e vellutati melograni.

esibendo credenziali di precoci brividi
s’insedia a raggelarmi l’anima contadina.

oh mio sole, non lasciarmi, resta.

c’è tempo per cedere lo scettro al generale inverno
che a pugni stretti respingo oltre.

oltre le vetrate degli occhi!
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Infatti sei andata ben oltre, cara Annysea... ed hai coniato una bella visione! Sir Morris

il 23/10/2014 alle 09:34

Il tepore che vorremmo trattenere, soprattutto quando il freddo della nostra vita comincia a pesare. Ti abbraccio Anna.

il 23/10/2014 alle 11:11

un po' mi richiama la vita questa poesia ,dopol'allegria,la forza la vitalita' della giovinezza che si vorrebbe fermar i i primi brividi della maturita'.mi e' piaciuta anche per la bella scelta delle parole marinella

il 24/10/2014 alle 16:06

Non è un Autunno portatore di quiete domestica ma un tirapiedi di un inverno pronto ad abusare del calore umano per trasformare in ghiaccio il sangue

il 25/10/2014 alle 07:13