Pubblicata il 03/10/2014

ricurva sul sentiero della vita,
che il cielo non vedevo
intenta a caricarmi addosso
inezie di ogni tipo

anni e anni a costruire
il fantoccio di me stessa ,
alla ricerca di un riflesso
negli occhi della gente

fin troppo facile
perdere il sentiero..

stanca mi affidai alla terra

...

e come un bimbo in grembo
mi lasciai cullare
dalla musica dei sogni
aspettando la risacca
per tornare a respirare..

come mare che leviga le rocce
e ne ritrova lo splendore

falegname con la pialla
a cercare la vena giusta

ho capito troppo tardi

che per trovar l essenza

bastava togliere..
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Dettagli importanti... brava

il 03/10/2014 alle 14:35

...Cara Silvietta, sei dolcissima !!....

il 04/10/2014 alle 23:03

Davvero ben costruita. Brava ^^

il 07/10/2014 alle 10:46

Brava Silvietta ,hai ben costruito questo brano introspettivo... Un abbraccio!

il 07/10/2014 alle 10:52

perché a volte si è troppo ricolmi di sé.

il 08/10/2014 alle 10:55

Filosofica autogestione dell'io stesso ,complimenti

il 09/10/2014 alle 19:06

Bellissima poesia! Mi ha proprio conquistato. Sai, ho provato anch'io le tue stesse sensazioni e mi sono ritrovato nei versi. Bravissima!

il 09/10/2014 alle 19:34

Considerare la gente...in considerazione di tale sbaglio...ti ha permesso di crescere. piaciuta molto. un saluto eclisse

il 10/10/2014 alle 18:33

Testo molto interessante e paragoni appropriati. Visione della realtà profonda.

il 14/10/2014 alle 16:55