Pubblicata il 25/07/2014
No! non canterò i suoi occhi,
ma solo le illusioni
azzurre più del cielo
che volle questa storia

abbraccerò i suoi silenzi
i giorni persi per non soffrire
abbandonando ogni dolore
che oscura il sole di questa storia

no! no! no! no! non canterò i suoi occhi blu

no! no! no! no! non piangerò ciò che non c’è più

ciò che, no, non c’è più…

no! non chiamerò il suo nome
ma solo le parole
vergate dentro il cuore
di questa nostra storia

mi inchinerò a un altro sole:
mille ragioni per non morire
forse sognando un nuovo Amore
sulle rovine di questa storia

no! no! no! no! non canterò i suoi occhi blu

no! no! no! no! non piangerò ciò che non c’è più

ciò che, no, non c’è più…

no! non coglierò altre rose
ma solo quelle cose
celate nei sorrisi di
questa nostra storia

mi inchinerò a un caldo sole:
mille ragioni per non fuggire
edificando un nuovo Amore
sulle rovine di questa storia

no! no! no! no! non canterò i suoi occhi blu

no! no! no! no! non piangerò ciò che non c’è più

ciò che, no, non c’è più…

ciò che, no, non c’è più!
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Giusto per la cronaca, questa poesia è il testo di una mia composizione musicale ispirata a una particolare categoria di ballate rinascimentali caratterizzate da un ritmo molto incalzante e ossessivo.

il 25/07/2014 alle 19:35
Jul

Molto bella e di effetto visivo, spontanea la conseguenza di un accenno di danza in costume medioevale. Jul

il 25/07/2014 alle 20:03

Molto bella! Scrivi solo i testi o anche la musica?

il 25/07/2014 alle 20:13

Scrivo anche la musica. :-)

il 25/07/2014 alle 20:18

Mille complimenti a te

il 25/07/2014 alle 21:25

Mi piace un casinooo!

il 25/07/2014 alle 22:01

Grazie di cuore Elisa e Anny....

il 26/07/2014 alle 00:29

Salute a te, Fabio! Ti assicuro che non ho intravisto alcuna critica nel tuo commento! :-) Buona giornata, Stolcius

il 26/07/2014 alle 12:23

Piacevolissima...anche questa tua. Bravo! Anna

il 26/07/2014 alle 18:59

davvero molto bella...mi piace ricalarmi nelle atmosfere rinascimentali, poetiche e musicali sulle tue parole, cosa che faccio già da un po', mi fa risentire come quando ero alle medie sui primi studi di musica....ciao stolcius, bravissimo, andrea

il 28/07/2014 alle 15:15

Grazie mille, Andrea! Che dire, sebbene preferisca il rinascimento elisabettiano - ma, per stra-inciso, anche Chet Baker! - ti suggerisco un ascolto invero interessante: "Hora May che fora son" http://www.youtube.com/watch?v=FVcmcDgeISc Anche se il testo non è facilmente intelligibile, ti accorgerai che possiede un evidente trait d'union con il più noto "La domenica andando alla messa", pezzo popolare di origine rinascimentale che, tra l'altro, fu un cavallo di battaglia di Gigliola Cinquetti. Un salutone, Michele

il 28/07/2014 alle 23:46

Grazie Anna: mi fa piacere che tu l'abbia apprezzata.

il 28/07/2014 alle 23:47

Stupenda davvero, sottile e di gran classe, c'è eleganza anche nell'ossessione in questa poesia, anche nel volersi distogliere a tutti i costi da qualcosa che fa male e che, inevitabilemte, ferisce. Quasi un'invocazione alla non sofferenza, forse non piangere quel che si è perduto a volte sarebbe la cosa migliore, a volte la sola consapevoilezza di ciò è già un passo avanti! :) Bellissima come sempre! Francesco

il 31/07/2014 alle 00:02