Pubblicata il 16/07/2014
Ci eravamo dati appuntamento per le 10… sì, l’aria sarebbe stata ancora fresca. La calura si sarebbe riversata da quel momento in poi sul mio borsone di tela rossa, capiente quel tanto che basta, per metterci tutto ciò che mi sarebbe potuto servire.
un alito di vento leggero e sornione mi sollevava l’orlo dell’abitino leggero sui toni dell’azzurro e del fucsia… che armonizzavano con un velo di fard che avevo messo sulle palpebre…
avevo scelto un paio di sandaletti bianchi infradito, che lasciavano quasi nudo il mio piede dove brillavano come rubini le unghie ben laccate.
mi sono idratata ben bene le gambe e le braccia. Mi sono passata abbondantemente lo spray al bergamotto che mi aveva regalato recentemente Franca, romana e cegliese di adozione, avevo inforcato i miei occhiali da sole graduati, raccolto i capelli in una stretta crocchia e viaaaaaaaaa!
avevo la possibilità d’incontrarlo e non volevo mancare al convegno d’amore tanto agognato, desiderato con tutta la forza della mia passione. Con tutto il mio ardente desiderio accresciuto dal forzato distacco…la lontananza sai è come il ventooooo, così cantava il vecchio e glorioso Mimmo Modugno…e fa dimenticare che non si amaaaaaa!!! Ma io lo amavo invece. Lo idolatravo e la lontananza invece aumentava, accresceva, moltiplicava il desiderio di lui… del suo avvolgente abbraccio… del suo sguardo totalizzante della sua bocca saporita e azzurra.
il luogo era appartato, un angolo di paradiso sconosciuto a molti e godibile da pochi fortunati amanti..
dovevo attraversare uno stretto sentiero…ai bordi del quale cespugli di more in fiore davano il benvenuto a quanti si davano convegno in quella zona solitaria a soleggiante, come se fossero dei festoni colorati issati da un balcone intarsiato di pietra di carparo… Sotto l’abitino avevo indossato un costume da bagno di rose rosse su fondo nero..scollato abbastanza per sedurre il mio compagno… col mio seno 5^ taglia… poi l’ho intravisto dietro una cortina verde di canneti adolescenti… dal fusto sottile e le foglie che si agitavano sotto il solleticante gioco di Zefiro…
il suo sguardo s’incatenò la mio…sentivo brividi percorrermi la schiena…mi inoltrai per andargli incontro…m’immersi nella sua massa di cobalto…mentre lo sentivo perfettamente invadermi fin dentro la mia anima più segreta…e fu l’Estasi d’Estate.
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hai descritto con bravura un ricordo di gioventu' intenso ed emozionante, mi hai fatto sentire li' sul quel sentiero inghirlandato di more cin te in ayyesa dell'avverarsi di un desiderio .Marinella

il 17/07/2014 alle 15:36

i miei occhi fanno veramente cilecca...correggo cin=con ayyesa=attesa scusa gli errori di battitura Marinella

il 17/07/2014 alle 19:09