Pubblicata il 13/06/2014
E’ mio il mistero nel sepolcro dell’innocenza
credere che il male non sia sazio in contumacia
se non esposto al sole seduto accanto al bene
peccato è riconoscersi nell’intenzione di benedire il bene
abbandonando verginità altrove senza dolore
ricucendo occhi sulle verità nascoste, scomposte
a deformare l’Essere nella dignità e nel sapere.
mio è lo scalzo scavare con mani vuote e pure
affamate di nulla esposto al tutto appena fuori dal senso
con percezione nuda e fiera priva d’ornamenti
senza rabbia, finzioni all’altro nell' idea
simile fin dentro le lacere solitudini d’ignoranza
sullo stesso vagone perduta pelle, spiaggia senza mare
tenerezza d’occhi incantati a raccogliere favole
ascoltate in mente a pianto di piccolo mondo antico
tra le braccia dell’universo gemmato
incantato di vita e morte petali d’un unico fiore.
chi l’ha visto, lo chiamerà confusa mente Amore.
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Leggerti è tempo ben speso. Arlette.

il 30/01/2015 alle 15:15

Grazie

il 31/01/2015 alle 14:58

mi piace la metafora del bene che convive col male

il 30/08/2017 alle 18:11

grazie

il 27/09/2017 alle 21:09

grazie

il 27/09/2017 alle 21:09