PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 05/05/2014
Se io riuscissi senza farti male
ad abitare dentro il tuo dolore
arriverei ad aprire le finestre
farei filtrare il sole lentamente
opponendo il mio corpo a quel chiarore
fino a che tu volgessi ancora il capo
a ritrovar le luci dentro l'ombra.

verrei a sottrarti all'angolo più buio
quello dove si è perso il tuo sorriso
passo dopo passo a conquistar la soglia
poi finalmente fartela varcare.

vedresti un'onda gialla d'elicriso
mentre l'effluvio lenirebbe l'anima
sapresti che egli ancora sopravvive
aggrappato alle rocce o nella gariga
sotto il vento sferzante e la salsedine.

oltre la macchia viola del ginepro
dove s'ammanta di biancore il cisto
ritroveresti il mare e la risacca
ritornerebbe l'onda della vita
a riportare a largo il tuo tormento.
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Versi questi, Arlette, in cui traspare , a mio sentire, appieno la mano femminile che li ha vergati, un solo incipit, entrare nel suo dolore senza perlatro provocarne di nuovo e poi un susseguirsi di immagini e metafore così leggere e ricche di effluvi e colori, guidate da un lessico ricco e appropriato rende la lettura un dolce immergervisi, in qui fiori e quella gariga intricata ed auspiciare l'onda e le risacca. Complimenti per il tuo scrivere, sergio

il 05/05/2014 alle 06:01

.....Cara arlette, i tuoi versi emanano un antico fascino provenzale......; un abbraccio, rom.

il 05/05/2014 alle 14:33

tanta tenerezza per togliere la malinconia ,un applausone per te clap clap clap,un saluto

il 05/05/2014 alle 16:57

Sergio, Rom, Paolo, vi ringrazio per le vostre belle parole. Ciao, Arlette.

il 05/05/2014 alle 21:06

Splendida lirica, Arlette. Un abbraccio. Anna

il 06/05/2014 alle 08:00

Mia cara Arlette i tuoi versi sono incantevoli, fluidi, musicali, e con un lessico affascinante. Un abbraccio,patty

il 06/05/2014 alle 08:02

Anna, Patty...ci si sente onorati in questo breve interscambio che circonda le nostre sensazioni. Un grazie sentito.

il 06/05/2014 alle 08:21

Sapiente la profusione della consumata arte poetica che vuole addolcire il dolore, convincerlo che può perdersi al largo di una realtà incolore. Come merita la tua delicata poesia. Cordialmente.

il 06/05/2014 alle 09:59

una musicalità che mi ha sorpresa felicemente, forse perché non ti ho dato l'attenzione che meriti, Arlette, ti chiedo scusa... e m'inchino alla tua consumata arte poetica come ha affermato nel precedente commento Deciomassimo!

il 06/05/2014 alle 10:50

sono stato rapito...e questo basta a dire tutto..ti abbraccio, complimentissimi, andrea

il 06/05/2014 alle 15:52

Decio, Anna ( ...l'attenzione da parte tua la sento tutta eccome!), Andrea...racchiudervi in un grazie è la sola cosa che posso fare. Davvero lieta di avere la vostra considerazione, dal primo all'ultimo dei commenti a queste righe rinnovo la mia sincera gratitudine.

il 07/05/2014 alle 13:33

Ciao Fabio. Direi più che altro la pazienza, decisamente quella non mi difetta, per il resto...un bel mucchio di difetti con qualche pregio ben camuffato. Un grazie anche a te.

il 12/05/2014 alle 21:13

Ti permette una migliore valutazione e lascia il sufficiente tempo di replica agli altri...penso sia uno dei vantaggi della pazienza. Grazie Cosimo, per essere qui e per il tuo parere.

il 13/05/2014 alle 14:25

Parole che esprimono una tenera consolazione.. quasi riuscivo a ritrovarlo...il mare

il 22/05/2014 alle 00:19

Si fa trovare Adon ed una volta accanto a lui si riscopre molto di se stessi.Ciao e grazie, Arlette

il 24/05/2014 alle 00:16

Ciao Arlette, è vero, a volte passo in silenzio, ma non perchè non ho nulla da dire. A volte commentare non è facile, si rischia di non esprimere al meglio ciò che la poesia ci ha regalato. Ma questa volta sento il bisogno di unirmi agli altri per ringraziarti di questi stupendi versi. Con affetto Sira

il 12/06/2014 alle 21:54

"Quello che la poesia regala"...è vero Sira. Talvolta ci si raccoglie vicino alle parole di un altro e non è facile commentare. Si legge, si vorrebbe scrivere, spiegare, premere sui calamai cento volte, magari poi si passa oltre, conservando qualcosa di inespresso. Capita...ed è bello anche così. Grazie per le tue parole, Arlette.

il 15/06/2014 alle 21:10

Una profondità nei versi davvero sublime e noto musicalità davvero eccelsa.

il 04/04/2019 alle 14:58

Una storia di vita, di cui si è seguita ogni più piccola fase, può portare parecchio dolore ma può anche essere sublimata con versi che la penna attinge direttamente dall’anima. In questo caso è così. Grazie per la tua gradita opinione Augusto.

il 04/04/2019 alle 23:58

Bellissima! La terrò tra le preferite. Bravissima.

il 21/09/2019 alle 20:00

Ciao Francesco, ti sei soffermato con garbo su qualcosa che ho amato e amo Lo considero uno di quei doni inaspettati che arrivano esattamente quando devono. Un saluto con gratitudine.

il 21/09/2019 alle 23:56

Che bella e delicata questa... entrare nel dolore senza provocarne altro ... è un animo sensibile il tuo. non ho parole adeguate... tocchi il cuore anche di chi ti legge ed io sono felice di averla trovata e letta...

il 06/10/2019 alle 14:38

Quando il dolore fa vacillare, avere qualcuno che ci aiuta a ritrovare noi stessi nella maniera più serena credo sia l’unico vero aiuto. Questi versi sono nati per un uomo che sapeva abbracciare il mondo, un padre che ancor prima di essere tale, era un amico; davvero spero di averlo aiutato a ritrovare il suo mare. Aggiungo una cosa Fabio... se qualcosa entra nel cuore di chi legge è perché quel cuore lascia uno spiraglio e talvolta succede che non si distingua neanche più ciò che è proprio e ciò che è altrui. È il mio grazie per le tue belle parole.

il 06/10/2019 alle 19:23

Che bella la definizione di Rom "antico fascino provenzale"...appendice frastagliata di questo vento di Mistral con schiume bianche come le criniera dei cavalli di quei luoghi...ne sento gli spruzzi sul viso

il 10/04/2020 alle 02:49

Se mi fosse dato scegliere, Malalunaa, sarebbe un luogo simile quello sceglierei per l'eternità. Senza il minimo dubbio. Grazie per passaggio e commento.

il 10/04/2020 alle 20:54

….ritroverei me stesso….in questo periodo al mare ci vado spesso (e da qualche parte ci si ammala di poesia, una volta hai scritto, quanto è vero ! ) ... torno per nostalgia, o perché ho addosso le cicatrici, quando la parola diventa carne ( m'ha colpito questa frase trovata non so dove, per caso…) un saluto a ritrovarsi sulle sponde , ciao vir

il 22/05/2020 alle 10:10

C'è un luogo dentro di noi che apriamo solo a ciò che realmente ci fa stare bene. Ho fatto entrare l'amore per la parola scritta e per il mare da che ne ho avuto percezione, e mi hanno ripagato ampiamente regalandomi silenziosa e preziosa compagnia. Chiunque abbia attribuito carnalità alla parola, credo sappia abbastanza bene quali sensazioni possa dare se forgiata con intelletto, sapienza e anima. Grazie anche per il passaggio negli altri miei scritti, un saluto anche a te Virgilio.

il 22/05/2020 alle 19:22

Per fortuna seguo le tracce di Puerlongaevus, che si è purtroppo defilato dalla scrittura. Così ho trovato questo tuo gioiello. E nello scrigno vi sono pure le collane di perle dei commenti e delle tue risposte e in particolare: "se qualcosa entra nel cuore di chi legge è perchè quel cuore lascia uno spiraglio...". A riguardo invece del testo, la delicatezza del tuo anelito è al pari d'una farfalla che compare in quel frangente e spera di attirare l'attenzione per invitare a seguirla sulla via auspicata. Una preghiera di intercessione a te stessa.

il 28/05/2020 alle 05:35

Bello l'apprezzamento rivolto ai miei versi, ma reputo ancora più gratificante il rilievo dato ai vari commenti con la definizione "collane di perle". Ho sempre creduto che non si tratti di parole buttate al vento, ma di sensazioni che anche solo per un breve attimo uniscono chi legge e chi scrive. Saluto te, Benandato, e tutti gli altri autori, sperando che nella scrittura trovino un po' di serenità.

il 28/05/2020 alle 17:54

ritorno sempre a questa tua pagina, oggi più che mai, quando sento il bisogno di mare e di me solo….rileggendola dentro ascolto la tua paziente attesa o ricostruzione d'un sorriso...non so se per me andare al mare è la ricerca di questo, cioè ritrovare un padre una famiglia, dove il sorriso non c'è stato mai, come non so se questo bisogno di me solo cela soltanto una voglia d'essere accompagnato sulla soglia a varcare il confine..., vorrei capire cosa intendi per fartela varcare, capire dentro di me questo ultimo scorrere del tempo, quante cose mi chiedo sulla distesa di giorni inutili qui faccia al sole io solo ed il mare, sedendo, visto che sono così stanco, ma com'è duro il passato, sfioro le onde, mi ritraggo nel guscio, scappo, mai trovando pace, urlo muto, cancello troppe parole , le nascondo dentro, odio le mie pagine adesso che m'ammanto di silenzio, baveri alzati controvento, gabbiano stanco di volare, e "se riuscissi senza farti male" , come sento queste tue parole MIE, e talvolta ci si raccoglie intorno alle parole di un altro perché si ha bisogno di compagnia, altro che calamai, ho sete di un paziente sorriso, ed il titolo è un poco di compagnia, qui mi sfogo, ma è impossibile il ristoro, mi basta il mare , forse...è strano come poi non riesca a sintetizzare il titolo di quello che ho scritto, e mai pubblicherò perché troppo diario e intimo, strano davvero, io che ho sempre cercato la sintesi, stavolta lascio nel cassetto , mettere un cappello a tante cose è impossibile davvero, è solo un vecchio che si trascina sulla passeggiata avendo sopportato ogni dileggio, dalla solitudine da giovane a quella di adesso, non avendo mai trovato un padre, scoprendolo solo alla fine, e così anche una madre sull'orlo della malattia, sempre solo, ho d'ira come il mare e l'oceano il petto gonfio, talune volte aggredisco la solitudine, unica compagna di vita, ma la colpa è solo mia, complicato e insopportabile, tormentato e tormentoso, ostinato e chiuso, sensibile allo stremo, duro in fondo debole, ma basta con le poesie e non torno perché ritroverei tra le righe il vuoto, e davanti oggi affronto l'ultima battaglia, un mare di emozioni sogni ricordi, e naufragare m'è dolce...un saluto a ringraziare te e Ben, ciao vir

il 02/06/2020 alle 08:00

che vada a farsi fottere la poesia assassina Ci s'insinua dentro pensa che a me credo succhi via anche l'insulina necessitante e ci avvelena minuto dopo minuto ma poi temiamo le porte -che son sempre appannaggio della morte - vediamo la luna storta imbiancarci la nuca guardiamo uno sparviero nel cielo e crediamo sia un albatro e ci leviamo fino a sbattere nel lampadario allora noi duri e puri apriamo il giornale o accendiamo la tv morti stragi alluvioni e soldi che si squagliano al vento - solo per noi poveri e similari - richiudiamo il giornale e sospirando sospirando si son fatte le tre di notte buio all'orizzonte ombre minacciose dappertutto silenzio sornione nel corridoio il letto sì il letto ultima barriera coperte lenzuola cuscino tazza di camomilla e il sonno latitata allora soffi mugolii spettri angosce ricordi ah questi sono i più pericolosi sudiamo freddo alla trecentocinquanta giravolta nel talamo in solitaria cazzo che fare Che fare mogi in apnea quasi c leviamo lentamente con le pantofole messe alla storta ci strasciniamo ma per andare dove Per fare cosa Il tavolino lampeggia i libri se la ridono scomposti ecco la seggiola gratta il pavimento no no no Eccoci a farci la dose quotidiana quella che volevamo seppellire sotto un cambio astrale di vita a vergare nostro malgrado due versi dinoccolati magari smilzi assonnati due solo e poi basta sì basta ma non finisce mai questo quaderno di strada mai l'ultimo verso definitivo mai mai mai mai qualcuno giura di aver visto il volto di Poesia aveva due canini bianchissimi ed acuminati e agli angoli della sua carnosa bocca scivolavano stille di sangue rosso rosso che sia il tuo il mio e degli altri quel rigagnolo di plasma

il 02/06/2020 alle 08:02

sono le parole di Rosario, un amico che ho perso nel web senza mai conoscere, un grande compagno e maestro di poesia e vita...io avevo scritto basta con le poesie, e lui mi rispose così, un grande ...

il 02/06/2020 alle 08:04

L'attraversamento è un atto che si può compiere da soli e le soglie da varcare, materiali o spirituali, devono essere affrontate altrimenti è la resa. Questo è il retaggio che porto cucito addosso e che proviene da generazioni coriacee, ma benché io lo ritenga un monito fra i più utili e saggi, mi sono accorta che c'è qualcosa che anche l'essere più solo e crudo e corroso brama condividere, ed è quasi sempre troppo doloroso da esternare per chi della propria carcassa ha fatto col tempo, padre, madre e figlio. E allora, Virgilio, da qualche parte salta fuori chi prova ad abitare gli altri, quasi senza alcun clamore e credimi, di mano in mano, l'effluvio lo sente tanto chi dà quanto chi riceve. La brama di esporre a un "similare" tutto il mondo meraviglioso che si ha dentro, con la certezza che verrà percepito per intero, è il motivo per cui quei canini bianchissimi continueranno ad affondare in ogni tempo, la dove devono. E non sarà autofagia finchè la poesia avrà il suo giusto peso, no, di sicuro caro Virgilio, sarà un fisiologico sfamarsi in un convivio dove ogni penna spinge "la mano (...) a seguitare il rapido corso del pensiero". Due spaccati, il tuo e quello di Rosario, dove più di qualcuno troverà parte di se, ed è così, anche così che varchiamo quella soglia, senza fare e farci del male. Grazie per il le tue parole.

il 02/06/2020 alle 11:56

Stupendi versi

il 11/06/2020 alle 07:46

C'è dunque anche la tua cara presenza a onorare questi versi, e io non posso che esserne lieta. Grazie Giorgio, un affettuoso saluto.

il 12/06/2020 alle 22:45

ritrovando il mare poso stanco fronte al sole come ai gabbiani festosi intorno poi mi lascio sfiorare dalle onde camminando scalzo stamani di brividi eco sulla pelle in mano stretto il desiderio di costruire altri castelli per un sorriso da bambino la sera di pesca sul molo ho solo voglia di tirar su d'un passato le reti e vecchi non possiamo altro che fumare in attesa le barche annuiscono in posa al tramonto che s'avvicina come l'ombra stringe il grandangolo alle mura ecco l'obiettivo apro all'ultima luce quando colpisce i vetri del faro stana coincidenza tra fede finta che rimane speranza cieca che finisce

il 07/08/2020 alle 12:26

A volte capita di percepire la calma di chi ha solo voglia di tirar su d'un passato le reti, non per valutare quanto sia stata fruttuosa la pesca, ma per carpire e custodire i segreti del mare. Sarà coincidenza, ma fede e speranza si ritrovano negli occhi di chi ha la pazienza di attendere, come fa il pescatore, e nel desiderio di costruire altri castelli, come fa un bambino. Nessun punto, nessuna virgola, nessun argine a segnare inizio e fine in questi tuoi pensieri, ogni limite cancellato esattamente come fa il mare ovunque arrivi e forse è il modo migliore per cercare di ritrovarlo. Ciao Virgilio.

il 08/08/2020 alle 16:20

l'ho cambiata, togliendo la parte diciamo filosofico.esistenziale, alleggerendo la chiusa, non so se è meglio, grazie cmq di avermi ascoltato, ciao vir.................ritrovando il mare poso stanco fronte al sole come ai gabbiani festosi intorno poi mi lascio sfiorare dalle onde camminando scalzo stamani di brividi eco sulla pelle in mano stretto il desiderio di costruire altri castelli raccogliere da bambino ancora sassi e stelle ma la sera di pesca sul molo ho solo voglia di tirar su d'un passato le reti e vecchi non possiamo altro che fumare in attesa le barche annuiscono in posa al tramonto che s'avvicina come l'ombra stringe il grandangolo alle mura apro allora l'obiettivo all'ultima luce nei lembi di cielo appena socchiusi e tratti di scoglio lucidi in fila se rimane adesso il buio a far contrasto con la luna

il 08/08/2020 alle 20:08

Credo che la prima stesura di ogni testo sia esattamente quello che abbiamo dentro, il ritocco successivo può avere tante motivazioni, ma è altra cosa (almeno a tu per tu con noi stessi) rispetto alla spinta iniziale, la pulsione che ha generato quelle e solamente quelle parole. Ciò che noto rileggendo e che tengo ad evidenziare, al di fuori dei due testi, è la presenza viva, la partecipazione -tua e degli altri autori- a un dialogo corale in uno spazio che negli anni sembra non essere più di uno solo ma di tutti coloro che esprimono le loro sensazioni e le mettono in campo. Ed è meravigliosamente bello così.

il 09/08/2020 alle 00:48

Vengo a leggere questo tuo lavoro (pubblicato ben prima del mio ingresso in ph) grazie alla poesia pubblicata oggi da Puer Più volte ero già passato nel tuo archivio, e, come sai, ero rimasto impressionato dal tuo livello di espressione. Ma questa poesia mi era sfuggita. Qui c'è qualcosa che è rarissimo da trovare: una perfetta armonia tra contenuto e forma. La dolcezza del tuo sentire viene, se possibile, acuita e resa palpabile a chiunque attraverso accordi verbali di grande bellezza. Sarei felice di saper scrivere anche solo l'ultima strofa della tua poesia. Con grande ammirazione, Valerio.

il 11/08/2020 alle 07:50

Idem come per Eriot. Uno dei lati positivi del relazionarsi è anche questo, ricalcare le orme di chi già è passato e trovare perle come questa. Sono versi che hanno il potere di risvegliare qualcosa dentro, di scuotere dal torpore. È un tornare a credere che non siamo soli. La tua delicatezza é molto più forte di un uragano, perché entra in punta di piedi là dove il dolore ha creato barriere che isolano e tormentano. E questo lo può fare solo chi, del dolore, ne conosce ogni singola piega e sa quanto sia importante aiutare a ritrovare il mare che si credeva perso. Ti voglio bene.

il 12/08/2020 alle 06:50

Geograficamente parlando c'è lo stivale intero fra di voi, ma il rispetto per l'altrui pensiero e la sensibilità in poesia, vi collocano ai miei occhi nella stessa dimensione. Mi sono sempre arrivate leali le tue parole di stima e ammirazione, Valerio, così come leale e preziosa mi arriva l'amicizia di Daniela. Non siamo soli, oggi più che mai lo comprendo, se anche attraverso pochi versi riusciamo a "vedere" l'interiorità dell'altro e farlo sentire a casa propria nel semplice omaggio di un commento.

il 12/08/2020 alle 09:16

A volte questo risultato viene raggiunto da piccole cose, forse fantasmi, folate di vento, odori che ci riportano ai momenti felici. Ci sono persone che si avvicinano, altre non fanno altro che peggiorare la situazione. Comunque, la poesia è meravigliosa.

il 12/08/2020 alle 10:19

Difficile sapere quanto il tentativo di aiutare possa essere accettato dall'altro per quanto a fondo lo si possa conoscere e, quand'anche lo fosse, quanto ciò possa avvenire per mera cortesia e non per il reale desiderio di venire fuori dal luogo in cui ci si rintana. Il condizionale, ripetuto più volte in questi versi, vuole essere proprio l'approccio meno invasivo e più liberale per porgere senza obbligare. Ma non è facile se non si ha una grande motivazione a voler riuscire con tatto e pazienza, soprattutto come tu evidenzi, se la tenacia dell'altro è estremamente oppositiva. Grazie per il tuo intervento e parere, Vincent.

il 12/08/2020 alle 21:38

da solo in quest'angolo magnifico scorcio di mare dove solo la tua immensa poesia mi sussurra a varcare la soglia, solo qui mi ritrovo seduto e in pace, e riesco a comporre tutte le ansie su quella riga in fondo dove attraversare adesso il tempo...di tante cicatrici solo il tuo mare che dipingi stupendamente mentre accompagni mano nella mano la persona che ami e tanto è cara, solo questo mare lenisce sfiorando ulcere che possiedo profonde, e da solo amo a due passi dall'ultima riva non posso attraversare la distesa del tempo senza comporre le ultime mie, e allora verrò a postare un poco, perchè mi ci ritrovo nelle delicate parole che abbracciano l'ultimo miglio...sono così stanco, io e il mare è la mia che scrivo dalle vene, così chiedo solo non certo compassione per un vecchio , ma sacra ospitalità, e se un giorno tu riaprissi il cassetto ritroveresti il mio mare..................""amo i nostri discorsi io e il mare al sole muti dalle onde un respiro di brezza scivolando sulla pelle la tua carezza amo quelle parole levigate di silenzio in battigia fino a consumare sassi dentro posando tra stelle e conchiglie queste gambe di tormento mai stanche se voglia di notti con te in fuga il vento pilota e ammicca la luna"""

il 02/03/2021 alle 10:56

sai, l'ultima "quanto fa male" mi ha segnato dentro, tracciato, scolpito, mi rifugio dal dolore e alle tue ali saprò ormai accompagnare il vecchio che sento tremare dentro, grazie...ciao vir

il 02/03/2021 alle 10:58

... "Quanto fa male"... È un tuo quadro di penna, in cui si legge e si vede quel che sei. Un uomo il cui rispetto e la cui sensibilità perdurano negli anni. Grazie Virgilio.

il 02/03/2021 alle 14:21