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Pubblicata il 04/12/2013
oggetti attorno me
circondano lo spazio,
in ognuno di loro s’anima
l’anima di chi li ha fatti.
muti totem pregni di significato
si cerca nell’oggetto il fantasma
di mondi perduti.
non c’è anima nell’Universo
e natura agisce per costrutto
ma il regolare dispiegarsi di leggi
di forme di numeri...
come distinguere il naturale dall’innaturale?
uomo tarlo di natura invalidata
baco che risorge dalla crisalide del buio
per modificare il costrutto precostituto.
non ha senso un essere incosciente di sé
e filosofiche divagazioni sembrano elisir
d’idioti sul cui carro un mulo incosciente
castrato d’ogni superba divozione
traina un tempo che va avanti nell’inerzia di sé.
vedo lampioni di luce contorcersi
e ripiegarsi su di me,
lavatrici che divorano nell’oblò della loro centrifuga
i miei ragionamenti che si perdono nell’incubo.
la materia circostante si ribella
vestendosi d’un ragionare animale
ed il costrutto si nutre d’un sogno spirituale
nel quale ogni tanto mi immergo inconsapevole
pensando che quell’ultimo manufatto
ha registrato le urla involontarie
del pensiero umano.
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Nulla è irreale.. anche quando non lo si percepisce

il 04/12/2013 alle 10:22