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Pubblicata il 23/11/2013
La fredda lama luccica in alto
col suo ghigno sbilenco
ride del metallico sospiro
che scivola lungo le guide scorsoie.
non c’è lavoro da eseguire
non c’è mira da prendere
non c’è scampo...
giù...
giù...
sempre più giù...
cavalcando un’orrida forza di gravità
che nell’attimo satanico
d’un movimento meccanico
consuma il cortometraggio della vita.
non c’è tempo per rendersi conto
di quanto sia facile morire
diminuendo di statura...
pelle muscoli
vasi sanguigni ossa
si salutano da sponde opposte.
la più grande contratta dall’effetto stuporoso
d’un’improvvisa anarchia di sensi,
la più piccola saltando giù per terra
prima di toccare la quale
il buio avrà già soffocato
l’ultimo barlume d’intelligenza.
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Bell'attrezzo

il 24/11/2013 alle 01:30

La fredda lama luccica in alto col suo ghigno sbilenco ride del metallico sospiro che scivola lungo le guide scorsoie. non c’è lavoro da eseguire non c’è mira da prendere non c’è scampo... giù... giù... sempre più giù... cavalcando un’orrida forza di gravità che nell’attimo satanico d’un movimento meccanico consuma il cortometraggio della vita. --------------------------------------------------- L'avrei terminata qui,non perchè la seconda parte non è buona ma l'avrei usata come seconda poesia che descrive le sensazioni,mentre la prima parte lapidaria poeticamente il gesto ma va benissimo così,ottima composizione con rigore poetico..amen

il 24/11/2013 alle 06:08

Macabramente piacevole.

il 28/11/2013 alle 18:36