Pubblicata il 26/10/2013
per lasciarmi guidare fino a te
imparai l’alfabeto dei delfini
e sconfiggere silenzi di fondali.
digitai parole su tastiere di onde.
emisi sibili sottili
come veline di sguardi,
fino a giungere al trono del tuo abisso.
con candide mani
deposi ai tuoi piedi
ghirlande di corallo,
ti coronai con fiori di madreperla
ti dipinsi il petto coi colori della passione.
ti adornai i lobi con turgide ciliegie
le tue nudità avvolsi con velabri di sospiri.
appresi alfine la dialettica del mare
quando vaneggia di vesti adamantine
che la sua liquida forma non trattiene.

sogno sognato e delirio ricorrente
sopra il quale ho spalmato carezze solitarie.

figlia di Fidia
scolpisco ogni notte la tua ombra.
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Immensa meraviglia! Grazie di aver stupito Sir Morris... non capita spesso!

il 27/10/2013 alle 00:36

concordo pienamente con Maurizio....dovrai insegnamelo questo alfabeto....complimenti, si sei superata in tutto e per tutto, ti abbraccio, andrea.

il 27/10/2013 alle 00:51

"scolpisco ogni notte la tua ombra". BELLA!

il 27/10/2013 alle 02:45

cari Amici, queste sono le poesie che scrivo quando sono in preda ai deliri d'amore...ma non capita spesso! Grazie Sir, Andrea,e doppio 00 come dice Paolocci..

il 27/10/2013 alle 07:28

Magnifica!!!! Versi indimenticabili, un abbraccio,patty

il 27/10/2013 alle 10:20
Jul

Figlia di Fidia ma forse cugina di Nettuno?

il 27/10/2013 alle 20:10

Davvero bella, emozionante.

il 27/10/2013 alle 22:25

Onirica, mi ha emozionato. Bravissima

il 27/10/2013 alle 22:36

bellisima. parole stupende. brava. abbraccio.

il 28/10/2013 alle 18:01

un affresco di sensazioni indelebili...ciao, fra

il 29/10/2013 alle 11:16